Notifiche a mezzo P.E.C.

LE NOTIFICAZIONI IN PROPRIO DELL’AVVOCATO A MEZZO POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA

Stumenti indispensabili: 1) Personal Computer; 2) Collegamento a Internet; 3) Software di videoscrittura (MsWord – LibreOffice) 4) Software per la creazione di “pdf-nativi”; 5) Firma digitale

Gli Avvocati possono procedere alle notificazioni ai sensi della Legge 53 del 1994 a mezzo posta certificata, piuttosto che con la raccomandata con ricevuta di ritorno o con la consegna diretta?

L’utilizzo della posta elettronica certificata come mezzo per l’esecuzione delle notifiche è possibile e valido ad ogni effetto a far data dal 24/5/2013. Infatti, la disciplina di attuazione delle varie norme che, in astratto, avevano previsto tale possibilità (da ultimo il D.L. 18.10.2012 n.179) è ora contenuta nel Decreto 3.4.2013 n.48 recante il “Regolamento recante modifiche al D.M. n. 44/2011, concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” . Tale decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (serie generale n.107) il 9.5.2013, per cui le nuove norme sulla facoltà per gli avvocati di procedere alle notificazioni in proprio a mezzo PEC sono efficaci dal 24 maggio 2013.

Nei giudizi dinanzi alle Autorità Giudiziarie (Giudice di Pace e Corte di Cassazione) per le quali i depositi telematici non hanno ancora valore legale, posso avvalermi della facoltà di notificare in proprio, ex art. 3 bis L. 53/94, a mezzo posta certificata?

Sì.  Il potere conferito all’Avvocato di notificare in proprio avvalendosi degli strumenti telematici  non è in alcun modo inficiato dal fatto che dinanzi a taluni uffici giudiziari, quali la Corte di Cassazione o il Giudice di Pace, non sia ancora possibile effettuare il deposito di atti in modalità telematica.   Le notifiche via PEC sono infatti consentite già dal 24 maggio 2013, a seguito dell’entrata in vigore del DM 48/2013 recante il “Regolamento recante modifiche al D.M. n. 44/2011, concernente le regole tecniche per l’adozione nel processo civile e nel processo penale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” . Tale decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (serie generale n.107) il 9.5.2013, per cui le nuove norme sulla facoltà per gli avvocati di procedere alle notificazioni in proprio a mezzo PEC sono efficaci, come detto,  dal 24 maggio 2013.

Importanti novità sono state introdotte dal D.L. 90/2014, in particolare a proposito:

  • della possibilità per qualunque avvocato, anche non autorizzato dal proprio COA, a procedere alle notifiche ex art. 3 bis L. 53/94;
  • dell’abolizione della c.d. “marca notifica” per le notificazioni via p.e.c.;
  • della possibilità di utilizzare ai fini delle notificazioni in proprio, a norma di quanto previsto dall’art.16 bis, comma 9 bis, D.L. 179/2012, anche gli atti ed i provvedimenti scaricabili dal PdA.

Che cosa occorre agli avvocati per procedere alle notificazioni ai sensi della Legge 53 del 1994 a mezzo posta certificata?

L’avvocato può eseguire la notificazione a mezzo della Posta Elettronica Certificata purché:

a) sia in possesso di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata risultante dal RegInde (si tratta in sostanza dell’indirizzo comunicato all’Ordine ai sensi dell’articolo 16, comma 7, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2)

b) sia giàin possesso, ovviamente, di procura rilasciata dal cliente a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile;

c) sia in possesso di un dispositivo di firma digitale.

d) il destinatario sia a sua volta titolare di un indirizzo di PEC risultante pubblici elenchi quali lo stesso RegInde, oppure dal Registro delle Imprese (registroimprese.it), INI-PEC, istituito con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 19 marzo 2013 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 9/04/2013) che contiene l’Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti INI-PEC (https://www.inipec.gov.it/)  consultabile a far data dal 19 giugno 2013).

Quanto alle Pubbliche Amministrazioni, l’unico pubblico elenco è “Registro PP.AA.”, accessibile solo in modalità autenticata attraverso il Portale Servizi Telematici.

Per le notificazioni alle pubbliche amministrazioni, posso estrarre l’indirizzo PEC della P.A. destinataria dall’IPA?

L’IPA (indicepa.gov.it) non è più utilizzabile quale pubblico elenco per le notifiche ex art. 3 bis L. 53/94 a far data dal 19/8/2014..  Tale database è stato un pubblico elenco sino al 18 agosto 2014, vigente l’art. 16 ter d.l. 179/2012, modificato dalla legge 228/12, e conv. nella legge 221/12, che  prevedeva: “A decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti in materia civile, penale, amministrativa e stragiudiziale si intendono per pubblici elenchi quelli previsti dagli articoli 4 e 16, comma 12, del presente decreto; all’articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009,  dall’articolo 6-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, nonché il registro generale degli indirizzi elettronici, gestito dal Ministero della Giustizia”.

All’art. 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, vigente in detto periodo, vi erano quindi menzionati due elenchi: al comma 6, il registro delle imprese; al comma 8, l’IndicePA (o IPA, altrimenti detto). Dal 19 agosto 2014 l’art. 16 ter d.l. 179/12 (modificato dalla legge 114/14 di conversione, con modificazioni, del d.l. 90/2014) richiama non più l’intero art. 16 del D.l. 185/2008 ma solo il comma 6 , lasciando fuori dal novero degli elenchi pubblici, per ragioni tuttora misteriose, l’ IndicePA.

Come si procede materialmente all’esecuzione di una notificazione a mezzo posta elettronica certificata?

Preliminarmente è necessario predisporre l’atto o gli atti da notificare, salvandoli in una cartella del sistema operativo del proprio computer. P

I documenti informatici da notificare possono essere di DUE tipi:a) documenti informatici (art. 21 D.Lgs. 7.3.2005 n.82 – Codice Amministrazione Digitale), vale a dire quei documenti creati direttamente dall’avvocato in forma elettronica con un normale programma di videoscrittura (Word, LibreOffice), in uno dei formati consentiti dall’art. 13 delle Specifiche Tecniche previste dall’art.34 del D.M. 44/20116. tali documenti devono essere firmati digitalmente con la “chiavetta” o con la”smart card” e con l’ausilio di uno dei software (generalmente gratis ed agevolmente reperibili su internet, quali FirmaCerta, DIKE o ARUBASIGN. Si ricorda che il pdf da utilizzare a tali fini deve essere redatto col programma di elaborazione testi e trasformazione del testo nel formato .pdf attraverso le apposite funzionalità (od anche attraverso una stampante virtuale pdf, vale a dire con un software che simula la presenza di una stampante diversa da quella fisica e che crea un file pdf “nativo” anziché uno o più fogli stampati (PDF Creator, PrimoPDF, BULLZIP etc). Una volta generato il pdf, va apposta all’atto la firma digitale dell’Avvocato notificante: il che determina la creazione di un file firmato (normalmente con estensione del nome file .p7m) deve poi essere allegato al messaggio di invio della notifica.

b) copie informatiche di atti originariamente formati su supporto analogico ai sensi dell’art. 22 CAD: si tratta delle riproduzioni informatiche di atti originali in forma cartacea, che possono essere ottenute tramite la scansione del documento stesso. Quando si procede alla notifica di copie informatiche di atti “tradizionali”, nella relata di notifica deve essere inserita l’attestazione di conformità della copia telematica all’atto cartaceo da cui essa è tratta, ai sensi dell’art. 16 undecies, comma 3 DL 179/2012. Allo stato, in attesa dell’emanazione delle specifiche previste da tale norma per l’individuazione della copia cui l’attestazione di conformità (inserita nella relata di notifica), si sconsiglia di procedere alle notificazioni di copie informatiche.

Si segnala infine che, per l’art. 19 bis, comma 3, del Provv. 16/4/2014, “nei casi in cui l’atto da notificarsi sia l’atto del processo da trasmettere telematicamente all’ufficio giudiziario (esempio: atto di citazione), si procede ai sensi del precedente comma 1”, vale  a dire necessariamente con la notifica di un originale informatico ottenuto mediante trasformazione in pdf di un documento testuale.

Come si predispone la procura alle liti?

Quando l’atto da notificare deve essere accompagnato dalla procura alle liti, la stessa deve essere predisposta a norma dell’art. 83, comma 3, del codice di procedura civile, e quindi, alternativamente o

a) come documento informaticosottoscritto con firma digitale dal cliente controfirmata digitalmente dall’avvocato: se il cliente dell’avvocato è infatti munito di un sistema di firma digitale e sottoscrive la procura con tale mezzo, per l’ art. 21 del CAD la firma digitale oltre a dare forza probatoria al documento informatico, ex art. 2072 c.c., salvo prova contraria, riconduce l’utilizzo del dispositivo di firma al suo titolare. La firma digitale apposta a un documento elettronico equivale infatti alla propria firma analogica apposta su un foglio di carta. Nel silenzio della norma, è consigliabile – pur dubitandosi di tal necessità – che il difensore autentichi la firma digitale del cliente mediante apposizione della propria firma digitale, in modo analogo a quanto accade se il conferimento del mandato fosse stato reso su carta.

b) oppure come copia informatica tratta dalla procura rilasciata su supporto cartaceo, sottoscritta dal cliente e autenticata di pugno dall’avvocato. Analogamente a quanto detto per le copie informatiche di atti originariamente formati su supporto analogico, sarà anche in tal caso indispensabile la firma digitale dell’avvocato. Poiché nel processo telematico la procura è necessariamente un atto “separato” dall’atto cui accede, è preferibile che la stessa non sia generica e che contenga richiami univoci al tipo di atto e alle parti.

Dove va scritta la relata di notifica? Come va redatta?

La relata va redatta anch’essa come documento pdf “nativo” ed è costituita da un documento informatico separato rispetto agli atti da notificare e, quindi, da formare a mente dell’art. 21 CAD con le modalità già descritte. Va inoltre sempre sottoscritta con firma digitale.

Il contenuto obbligatorio della relazione di notificazione è determinato dall’art. 3 bis, commi 4, 5 e 6, della legge 53 del 1994:

Comma 4: “Il   messaggio   deve   indicare   nell’oggetto   la   dizione: «notificazione ai sensi   della legge n. 53 del 1994».”

Comma  5:  L’avvocato redige la relazione  di  notificazione  su  documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale ed allegato  al messaggio  di  posta  elettronica certificata.  La  relazione   deve contenere:

  1. il  nome,  cognome  ed  il   codice   fiscale   dell’avvocato notificante;
  2. (abrogato dal D.L. 90/2014)
  3. il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale ed  il codice fiscale della parte     che ha conferito la procura alle liti;
  4. il nome e cognome o la denominazione e  ragione  sociale  del destinatario;
  5. l’indirizzo di posta elettronica  certificata  a  cui  l’atto viene notificato;
  6. l’indicazione dell’elenco da cui  il  predetto  indirizzo   è stato estratto;
  7. l’attestazione di conformità di cui al comma 2”.

Comma 6: “Per le notificazioni effettuate in corso di  procedimento  deve, inoltre, essere indicato l’ufficio giudiziario, la sezione, il numero e l’anno di ruolo”.

Quanto all’attestazione di conformità, va ricordato che per l’art. 6 “l’avvocato o il procuratore legale, che compila la relazione o le attestazioni di cui agli articoli 3, 3-bis e 9 è considerato pubblico ufficiale ad ogni effetto”.

Come si procede, quindi, materialmente all’invio del messaggio PEC?

La notificazione, ai sensi dell’art. 3 bis della Legge avviene “…mediante allegazione dell’atto da notificarsi al messaggio di posta elettronica certificata…”, quindi le modalità pratiche di esecuzione sono le seguenti:

1) creare un messaggio PEC nel programma di posta elettronica ovvero utilizzando i servizi di Webmail dei gestori PEC;

2) compilare il campo destinatario con l’indirizzo PEC del destinatario, che – abbiamo visto – deve essere tratto da pubblici elenchi;

3) compilare l’oggetto del messaggio con la seguente dicitura obbligatoria: “Notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”;

4) allegare al messaggio l’atto da notificare e la relata di notificazione (secondo le prescrizioni appena ricordate)

5) se si utilizza per l’invio il servizio Webmail del proprio gestore PEC assicurarsi che sia stata scelta quale tipologia di ricevuta quella “completa”, richiesta per la validità della notificazione dall’art. 18 DM 44/2011; tale verifica non è necessaria se si invia il messaggio da un programma client quali ad esempio Outlook, Thunderbird, Outlook Express, Live Mail, Eudora, etc.): per tutti questi infatti viene automaticamente richiesta una ricevuta “completa”. Si raccomanda, comunque, di controllare eventuali impostazioni specifiche dei programmi, perché è sempre possibile che vengano introdotti aggiornamenti e che quanto appena detto cessi di rispondere a realtà.

6) invio del messaggio.

Va ancora ricordato che la firma digitale agli atti da notificare può essere apposta anche in formato PAdES, che lascia immutata l’estensione del file (pdf, perché il PAdES è compatibile solo con questo formato): i files così firmati possono essere aperti e verificati anche solo con l’utilizzo di Acrobat Reader ®.

L’estensione .p7m  identifica file sui quali è stata apposta una Firma Digitale in formato CAdES, mediante apposito software (es.: Dike, Arubasign, FirmaCerta). Una volta apposta una firma digitale, l’estensione .p7m si sommerà a quella del file originario che è stato firmato: per esempio, l’estensione .pdf.p7m indicherà un file .pdf al quale è stata apposta una Firma Digitale.

Quando si perfeziona la notifica?

La procedura di invio di un messaggio PEC comporta la ricezione di due ricevute di conferma:

– la ricevuta di accettazione, inviata dal proprio gestore PEC, che conferma la presa in carico del messaggio, e contiene i dati che costituiscono prova dell’avvenuta spedizione, con l’indicazione di data ed ora dell’operazione;

– la ricevuta di avvenuta consegna, inviata dal gestore PEC del destinatario, che conferma la consegna del messaggio nella casella di posta elettronica del destinatario e certifica quindi l’esatto momento della consegna (data ed ora) dell’operazione e contiene una copia integrale del messaggio inviato, compresi gli allegati.

– nell’ipotesi in cui sorgessero problemi nella consegna in casella del messaggio al destinatario, il mittente si vedrà recapitare entro 24 ore un avviso di mancata consegna con l’indicazione dei motivi del mancato buon fine.

Il comma 3 dell’art. 3 bis L. 53/94, ribadisce anche per le notificazioni via p.e.c. il principio della c.d. “doppia decorrenza”:     «La notifica si perfeziona,  per  il  soggetto  notificante,  nel  momento in cui viene generata la ricevuta  di  accettazione  prevista dall’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, e, per il destinatario, nel momento  in  cui viene  generata   la   ricevuta   di   avvenuta   consegna   prevista dall’articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68».

Il messaggio di avvenuta consegna quindi è la prova del perfezionamento della notifica e riporta tutte le indicazioni relative al momento esatto in cui la notifica si è perfezionata.

Alle notifiche via PEC si applicano i limiti ex art. 147 c.p.c.?

Il DL 179/2012 è stato modificato dall’art. 45 bis L. 11 agosto 2014 n. 114 (conversione in Legge del DL 90/2014), con l’introduzione dell’art. 16 septies. Tale norma prevede che «La disposizione dell’articolo  147  del  codice  di  procedura civile si applica anche alle  notificazioni  eseguite  con  modalità telematiche. Quando è eseguita dopo le ore 21, la notificazione si considera perfezionata alle ore 7 del giorno successivo».

Devo annotare le notificazioni PEC nel registro repertorio previsto dalla L. 53/94?

Alle notificazioni effettuate a mezzo di PEC non si applica l’obbligo di annotazione delle formalità nel registro cronologico previsto dall’art. 8 della Legge come specificamente disposto dall’ultimo comma dello stesso articolo.

Come si fornisce la prova della notificazione?

La prova della regolarità di una notificazione che avviene col mezzo telematico è necessariamente essere costituita dai files informatici del messaggio inviato: ricevuta di accettazione e ricevuta di avvenuta consegna, quest’ultima che contiene anche la  copia del messaggio inviato (postacert.eml) e gli allegati.

Tali documenti informatici, come diremo di qui a poco, sono tuttavia surrogabili (in caso di impossibilità di procedere al deposito telematico) dalle stampe analogiche dei files allegati ai messaggi di notifica, nonché dei messaggi di invio, accettazione e r.a.c., muniti in calce dell’attestazione ex art. 9, commi 1 bis ed 1 ter L. 53/94.

Le ricevute (in formato eml oppure msg) sono caratterizzate dalla presenza di un certificato di firma del gestore di posta, vale a dire di un certificato che attesta che quel messaggio proviene dall’ente che ha gestito la consegna del messaggio PEC: tali certificati si distinguono, solitamente, per la presenza di una piccola coccarda, visibile quando il messaggio stesso viene letto con un client di posta. Cliccando su tale simbolo, infatti, vengono rivelati gli estremi della certificazione e, quindi, si ha certezza della genuinità del file.

Al fine di fornire la prova della notificazione, quindi, dovrebbe procedersi alla produzione dei suddetti file, dopo averli salvati nel formato proposto (eml, per Outlook Express o Thunderbird; msg per MS-Outlook). Questi formati di file sono infatti suscettibili di deposito telematico a seguito delle modifiche delle specifiche tecniche introdotte dal Provvedimento DGSIA del 16/4/2014.

In alternativa – e solo nei casi i cui il deposito telematico dei files non è possibile (per es. Corte di Cassazione e Giudice di Pace (art. 9, comma 1 bis L. 53/94) – al fine di fornire quindi la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica, anche nell’ambito di processi solo “cartacei” si potrà comunque procedere, secondo quanto previsto dall’art. 9 della Legge 53/1994, con l’esibizione della prova della notificazione stampata su carta.

A tal fine sarà necessario stampare:

(1) il messaggio di PEC di invio della notifica;

(2) tutti gli atti allegati (ivi compresi l’atto e la relata di notifica)

(3) la ricevuta di accettazione;

(4) la ricevuta di avvenuta consegna;

Per ciascun atto notificato dovrà essere attesta la conformità degli atti sopra indicati ai documenti informatici da cui sono tratte.

Nel corpo dell’attestazione sarà opportuno evidenziare che i documenti allegati alla p.e.c. di notifica sono stati sottoscritti digitalmente. Ed infatti, il Giudice, di fronte ad una prova della notifica telematica fornita cartaceamente, non può avere certezza che (almeno) la relata di notifica sia stata sottoscritta digitalmente. Si tratta di un controllo importante, perché la mancanza della firma digitale comporta nullità della notifica che è rilevabile d’ufficio ex art. 11 L. 53/94. E’ anche vero, però, che se il Giudice dovesse avere dubbi relativamente all’esistenza o meno della sottoscrizione della relata (in quanto non attestata come sopra proposto), dovrebbe in ogni caso sollecitare il contraddittorio delle parti ex art. 101, comma 2, c.p.c. invitando, se del caso, la parte stessa ad esibire i files informatici (R.A. e RdAC).Ricordiamo che anche per tale attività si applica l’art. 6 della L. 53/94, che riconosce in capo all’avvocato, che certifica la conformità all’originale, la qualifica di pubblico ufficiale.

Per le notifiche via PEC è necessaria la marca da bollo?

Per le notificazioni telematiche ai sensi dell’art. 10, comma 1, della Legge 53/1994, come modificato dal DL 90/2014, non è dovuta l’imposta di bollo ivi prevista.

146 risposte a “Notifiche a mezzo P.E.C.”

  1. Avv. Luca Riviello ha detto:

    Egr. Collega,
    mi è stato notificato un atto via PEC nella cui relata di notificazione viene indicato un elenco di estrazione del mio indirizzo non compreso tra quelli previsti ex lege (Ordine Avvocati).
    La imprecisione procedurale può comportare la nullità della notificazione o anche alla luce della pronuncia delle SS.UU. 7665/16 tale vizio, non avendomi procurato alcun pregiudizio visto che effettivamente l’indirizzo di ricezione è il mio, viene sanato dal raggiungimento dello scopo dell’atto-notificazione?
    Grazie

  2. raffaele ha detto:

    Egregio Collega, il Tribunale con ordinanza ha rilevato la nullità della notifica all’Equitalia all’indirizzo pec che io ho rinvenuto sia nel Reginde sia nel Registro PP.AA., ritenendo il Giudice corretto solo INIPEC non essendo l’Equitalia una pubblica amministrazione.
    E’ corretta tale interpretazione considerato comunque che io ho estratto l’indirizzo pec da un pubblico registro?
    Grazie

    • Che cosa ci fa EQUITALIA nel Registro PP.AA.? Questo registro é riservato all’indicazione degli indirizzi pec della pubblica amministrazione e degli enti quali indicati al comma 2 dell’art. 1 dl t 165/2001, secondo cui “Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Fino alla revisione organica della disciplina di settore, le disposizioni di cui al presente decreto continuano ad applicarsi anche al CONI”. In tale novero, Equitalia non può rientrare

      • TEX ha detto:

        Infatti !!!!… EQUITALIA E’ UNA SOCIETA’ PER AZIONI P R I V A T A D I E B R E I U S U R A I L A D R I C R A V A T T A R I P A R A S S I T I B A N C H I E R I S C I A C A L L I E S I M I L I E N O N P U O’ C O N S I D E R A R S I U N A P U B B L I C A A M M I N I S T R A Z I O N E . Q U I N D I … C H I C E L’H A M E S S A N E L R E G I S T R O D E L L E P U B B L I C H E A M M I N I S T R A Z I O N I ????????????????

  3. Vincenzo ha detto:

    Egregio Collega,
    credo di aver commesso un grossolano errore e, purtroppo, credo sia irrimediabile.
    Ad ogni buon conto te lo rappresento laddove dovesse esserci una via d’uscita che eventualmente mi sfugge.
    Ho scoperto solo dopo lo spirare del termine breve per l’impugnazione (in quanto la sentenza è stata notificata) di aver notificato una mail PEC (che avrebbe dovuto contenere l’atto di appello e la relata) in realtà, priva di allegati, con solo all’oggetto l’indicazione “notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”.
    In buona sostanza ho notificato una PEC in bianco con solo l’oggetto indicante una notifica.
    Posso inventarmi qualcosa?
    Grazie.

  4. roberta ha detto:

    Buongiorno,
    un mio cliente ha ricevuto una notifica a mezzo pec ma prontamente ha risposto che non c’erano gli allegati al collega che, pur avendo ricevuto la comunicazione a mezzo pec è andato avanti nella causa notificandogli la sentenza di condanna perché contumace. Nel fascicolo però ho trovato la ricevuta e gli allegati della pec notificata…il mio cliente vuole fare appello… potrebbe essere un valido motivo la Sua pec rimasta priva di riscontro?
    Grazie

  5. Buongiorno Avv. Arcella,
    innanzitutto grazie per il servizio che rende a tutti noi e per la pazienza con la quale prosegue. Dovendo notificare un atto di appello sia all’agenzia delle entrate che al ministero della giustizia, entrambe domiciliate presso l’Avvocatura distrettuale dello Stato, mi pongo la domanda se nei destinatari della mail vada indicato due volte l’indirizzo dell’avvocatura (doppia notifica) oppure ne è sufficiente una sola. Ciò al fine di allegare i files .eml all’atto della iscrizione al ruolo generale.
    Grazie

  6. Silvio ha detto:

    Salve, pongo un quesito: ho effettuato notifica a mezzo pec ex lege 53/94, di una sentenza ad un collega. Ho ricevuto l’avviso di accettazione, ma successivamente ho ricevuto la comunicazione che la casella del destinatario era piena. La notifica é da considerarsi valida o meno ai fini della decorrenza dei termini per l’appello? Grazie

  7. Sempre in riferimento alla notifica a mezzo pec non andata a buon fine per casella del destinatario piena, posso riprovare o l’azione é preclusa? Grazie

  8. Margherita La Mattina ha detto:

    Egregio collega, ho effettuato una notifica a mezzo pec di un Decreto Ingiuntivo, ma ho inserito nell’oggetto la dicitura “notifica ….. al posto di notificazione….. ” pertanto ho effettuato la rinotifica con la dicitura nell’oggetto in modo corretto.
    E’ un problema visto che la società a cui è stata inviata la pec, troverà due pec identiche inviate a distanza di pochi minuti (6 minuti).
    Grazie

  9. anna87 ha detto:

    Egregio Collega, ho notificato a mezzo pec :
    – atto di citazione (pdf nativo, dunque, non necessitante attestazione di conformità) firmato digitalmente,
    – procura alle liti (scansione dell’originale cartaceo sottoscritto di proprio pugno dal cliente e da me autenticata) e poi firmata digitalmente,
    – relata di notifica firmata digitalmente.
    Ho omesso nella relata di notifica di indicare l’attestazione di conformità della procura alle liti, poichè ho letto da più parti che, se la procura è firmata digitalmente, la stessa firma digitale ne attesta la conformità all’originale.
    Ho clamorosamente sbagliato ad omettere l’attestazione di conformità e, dunque, la notifica è nulla?
    Grazie in anticipo.

  10. francesca romana ha detto:

    se devo notificare via pec una citazione a due destinatari, posso fare due relate separate, una per ogni destinatario, o devo fare una relata unica indicando entrambi i destinatari?
    grazie

  11. Riccardo ha detto:

    Mi viene notificato da una collega un ricorso per decreto ingiuntivo con modalità che mi sembrano piuttosto “anomale”. Nel messaggio PEC era infatti presente un unico file pdf contente il ricorso, la procura e il decreto scansionati e su cui era apposta l’attestazione di conformità. Nella relazione di notifica, firmata digitalmente, era contenuta un’ulteriore attestazione di conformità (che la copia informativa notificata è conforme alla copia analogica da cui è stata estratta).
    Praticamente la collega ha stampato tutto, ha attestato la conformità della sua copia cartacea alle copie informatiche, poi ha scansionato tutto e ha attestato la conformità della “nuova” copia informatica alla sua copia cartacea. E’ regolare una notifica così effettuata? E’ incorsa in qualche tipo di nullità? tra l’altro nel file pdf così creato (per scansione) manca anche una pagina del ricorso… quindi ha attestato la conformità di una copia che non è affatto conforme all’originale presente nel fascicolo informatico….

  12. Domenico Ruggiero ha detto:

    Trovo la materia davvero complessa ed interessante. Pongo un quesito. Il caso è quello di un atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo notificato via pec (all’avvocato del ricorrente), con pdf scannerizzato e firmato manualmente oltre che digitalmente. Nella relata unita e non separata dalla citazione, v’è l’attestazione di conformità. L’opposto eccepisce l’inesistenza della relata, seppure si sia costituito tempestivamente, promuovendo tra l’altro domanda riconvenzionale che si fonderebbe sulla riconvenzionale contenuta nell’opposizione. Il Giudice tentenna nell’applicazione del noto principio dell’art. 156, comma 3, c.p.c. ed ha ordinato il deposito delle ricevute in telematico della notifica.

  13. Marinari Paola ha detto:

    Mi è stata notificata una sentenza a mezzo pec, ma purtroppo me ne sono accorta quando il termine breve per l’appello era oramai spirato.
    Esaminando la relata di notifica, tuttavia, ho constatato che il collega ha notificato l’atto indicando soltanto il mio nome e cognome con il mio indirizzo pec senza scrivere “in qualità di procuratore costituito della …”
    In pratica il nome della mia cliente non è scritto da nessuna parte nella relata.
    Inoltre la relata di notifica è priva di data.
    Le domande sono: 1) l’art.3 bis della L.53/1994 , comma 5, lett.d) richiede che nella relata vi debba essere sempre il nome e cognome o la denominazione e ragione sociale del destinatario, intesa quale parte in senso sostanziale, oppure richiede semplicemente che venga indicato il nome e cognome del solo avvocato destinatario dell’atto?
    2) Se nella relata manca la data, questo vizio è sanabile per il fatto che la data può essere ricavata aliunde, ovvero dal messaggio pec, oppure, ai sensi dell’art.11 la nullità si ha quando la relata è priva di data.
    Ho necessità di predisporre comunque l’appello e ti sarei grata se potessi darmi un tuo consiglio su questi possibili motivi di nullità che ho intravisto.
    Ti ringrazio anticipatamente.

    • Sulla mancanza di data, temo di doverti dare risposta negativa: la datazione certa della notificazione si ricava dalla data/ora della pec. Quanto alla mancata indicazione della parte destinataria, se fosse l’unica carta, me la giocherei (ma senza troppe speranze)

  14. Carmine Scardino ha detto:

    Buongiorno, scrivo perché ho un grosso dubbio che spero lei possa dissipare. Ho notificato a mezzo pec un opposizione a decreto ingiuntivo errata (priva di domanda riconvenzionale), accortomi dell’errore ho immediatamente chiamato il collega di controparte per avvisarlo e successivamente ho inviato una pec. Nello stesso giorno ho notificato a mezzo posta l’opposizione nel domicilio eletto. Controparte eccepisce che sia il primo atto notificato ad essere valido, il che apre un ulteriore problema ovvero che l’iscrizione al ruolo è stata fatta sulla base del secondo atto di citazione.
    Spero di essere stato sufficientemente chiaro e la ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarmi.

  15. Monica Balasco ha detto:

    Ho notificato un decreto ingiuntivo a mezzo pec ad un avvocato all’indirizzo pec che aveva di appartenenza all’ordine. purtroppo prima di notificare non ho verificato che quell’indirizzo alla data della notifica fosse ancora quello indicato nei pubblici registri.
    Ho quindi proceduto con la notifica del precetto e quindi con la notifica del pignoramento presso terzi. Ovviamente la notifica del decreto ingiuntivo e del precetto sono andate a buon fine con accettazione e consegna. Ora l’avvocato mi fa opposizione ex art. 617 c.p.c. dicendo che non ho indicato l’indirizzo di notifica e che lui non ha mai ricevuto nulla. Faccio quindi un controllo e mi risulta che circa un mese prima della notifica aveva cambiato ordine di appartenenza ed alla data attuale risulta un nuovo indirizzo pec seppur non si sa da quando ha cambiato l’indirizzo. Ho quindi chiesto al nuovo consiglio dell’ordine di sapere quando è stata fatta la comunicazione a Reginde del nuovo indirizzo pec ma mi chiedo laddove alla data di notifica aveva già cambiato la pec se può essere considerata addirittura inesistente la notifica ad un indirizzo pec diverso da quello indicato nei pubblici registri. Non avrebbe dovuto provvedere a disattivare tale casella. Non potrebbe essere considerata semplicemente nulla?

  16. Luci ha detto:

    Buongiorno, non trovo risposta a un dubbio.
    Voglio procedere a una notifica via PEC e il registro Inipec mi indica una mail che – quantomeno all’apparenza – non appare sia una PEC, in quanto priva dell’estensione PEC (info@unnome.com).
    Devo fidarmi di quell’indicazione e notificare comunque, trattandosi di indirizzo reperito nel registro Inipec?
    Grazie anticipate per la risposta.

    • Se non dovesse risultare un indirizzo pec, te ne accorgeresti perché non verrebbe generata la RdAC

      • Confermo, ho provato comunque la notifica a quell’indirizzo. Non ho ricevuto la mail di avvenuta consegna e quindi ho notificato il tutto in proprio a mezzo posta.

  17. Carlo ha detto:

    Buongiorno, ho notificato via pec ad un collega l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo. Ora mi trovo ad iscrivere a ruolo la procedura e perciò a dover inserire nella busta telematica la prova dell’avvenuta notifica dell’atto di opposizione mediante la produzione dei files emc della consegna e dell’accettazione. Vorrei sapere se per te la rifai attestazione di conformità.
    Grazie in anticipo per l’aiuto

  18. Carlo ha detto:

    Buongiorno, ho notificato via pec ad un collega l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo. Ora mi trovo ad iscrivere a ruolo la procedura e perciò a dover inserire nella busta telematica la prova dell’avvenuta notifica dell’atto di opposizione mediante la produzione dei files emc della consegna e dell’accettazione. Vorrei sapere se per tali files è necessaria l’attestazione di conformità.
    Grazie in anticipo per l’aiuto

  19. Buongiorno, ho notificato un decreto ingiuntivo sia a mezzo PEC che a mezzo ufficiali. Da quando decorre il termine per l’opposizione? Perché se faccio partire il termine dalla notifica via PEC, l’opposizione di controparte è tardiva, mentre, se faccio partire il termine dalla notifica cartacea, è tempestiva. Grazie in anticipo.

  20. Alfredo Maggiulli ha detto:

    Salve Egregio Collega,

    mi sono trovato nella spiacevole situazione di effettuare una notifica di una citazione per sfratto per morosità a due società diverse (discorso lungo, brevemente sono cedente e cessionaria del contratto di affitto del ramo d’azienda). la notifica via pec all’attuale conduttrice si è perfezionata con ricevimento delle due ricevute (acc. e cons.). l’altra società, nonostante abbia riscontrato il medesimo indirizzo sia nel pubblico elenco INIPEC che REGISTRO IMPRESE mi da un errore:” è stato rilevato un errore 5.1.1 – InfoCert S.p.A. – indirizzo non valido.”
    Ritengo di iscrivere a ruolo, estrarre copia informatica, stamparla, attestare la conformità e rinotificare a mezzo ufficiale.
    Lei cosa ne pensa?
    Cordialmente
    Avv. Alfredo Maggiulli

  21. Buongiorno, ho bisogno di aiuto.
    Ho ottenuto dal tribunale decreto ingiuntivo Provv. Esecutivo. Sono andata in cancelleria e ho ritirato le 2 copie ad uso notifica con l apposizione della formula esecutiva.
    Ho notificato via pec ricorso+decreto ingiuntivo + atto di precetto.
    Nella realtà però Non ho menzionato l atto di precetto. Mi sono accorta dell errore e ho lasciato trascorrere i termini per l inefficacia del precetto non avviando nessuna azione esecutiva. La controparte Non ha presentato opposizioni. Il legale che ha un mano la pratica perché c è in ballo anche uno sfratto per morosità continua a chiedermi di inviarle la relata di notifica.come devo comportarmi ora? Può farmi qualche opposizione tardiva? Posso notificare un atto di precetto non menzionano il primo che nn esendo menzionato nella relata si dovrebbe dare per non notificato?
    Aiuto!!!
    Grazie mille in anticipo

  22. antonio ha detto:

    Salve, mi accingo ad effettuare la prima notifica tramite pec di una citazione al gdp vorrei delucidazioni per vedere se sbaglio qualcosa.
    Come prima cosa ho l’atto di citazione in calce, mi sembra di aver capito che l’atto scritto con word posso salvarlo con pdf creator in formato pdf mentre la procura alle liti firmata cartacea dal cliente devo firmarla per autentica scannerizzarla pdf e poi firmarla nuovamente a pc . I due pdf della citazione e della procura li firmo in pdf 7 a pc e poi faccio la stessa cosa con la relata dove attesto anche la conformità.
    é corretto tutto l’iter o mi sfugge qualcosa ? grazie mille

  23. Vincenzo Rispoli ha detto:

    Buongiorno. Pongo una questione diversa dalle altre precedenti. L’indicazione dell’indirizzo pec negli atti giudiziari notificati, può superare l’elezione di domicilio nel circondario del tribunale competente? E cioè. Devo notificare un pignoramento presso terzi presso un Tribunale diverso da quello in cui risiedo. Il codice di rito ci dice che la mancata elezione di domicilio presso il Tribunale competente comporta la notificazione delle opposizioni presso la cancelleria del Tribunale. Ma se noi per obbligo di legge siamo tenuti ad indicare la pec negli atti “ai fini delle notifiche”, non è sufficiente??? Le opposizioni dovranno essere notificate alla pec? O potranno essere depositate anche alla cancelleria???

    • credo si stia riferendo all’art. 480 c.2° c.p.c..
      Facciamo un esempio: dovendo procedere ad esecuzione forzata (con pignoramento immobiliare) per un immobile sito a Roma, il giudice competente sarà il G.E. di Roma. Se notifico il precetto al debitore (nonché proprietario dell’immobile), che risiede a Venezia, senza elezione domicilio in Roma, le opposizioni e le notificazioni di cancelleria verranno fatte presso la Cancelleria del Tribunale di Venezia. Ovviamente è bene, oltre che obbligatorio, indicare la PEC. Spero di aver chiarito il suo dubbio

  24. Alessandro Guasco ha detto:

    Buona sera Colleghi, ho un dubbio in merito ad un caso particolare: è possibile la notifica del ricorso e pedissequo provvedimento di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti alla controparte a mezzo pec quando questa è un avvocato?

  25. Danjele ha detto:

    Caro Collega, volevo avere lumi riguardo la notifica via PEC alle pubbliche amministrazioni. La controparte (Equitalia) ha fatto presente al giudice in udienza che gli enti impositori citati in giudizio non hanno la loro PEC su reginde, registro che indico nella relata (anche se tuttavia utilizzo indicepa.gov.it (IPA) per trovare le PEC). Ora il giudice adito sta predisponendo termini di rinotifica in prima udienza se tali enti non sono costituiti. Un mio collega mi ha detto di indicare Indicepa.gov.it e sono in confusione perché ho letto che dal 2003 questo registro non è contemplato per la notifica telematica. Conosce qualche altra strada per evitare la notifica tramite ufficiale?
    Lieto dell’incontro
    Attendo con curiosità un Suo riscontro.

    • Indicepa.gov.it non é più pubblico elenco valido per le notifiche dal 16/8/14. Dovresti ricercare su Registro PP.AA. cui si accede dal pst in modalità autenticata. Se li non c’è il tuo destinatario, devi per forza di cose notificare cartceamente

      • Enzo Di Tommaso ha detto:

        Gent. Collega,
        se provassi ad utilizzare l’indirizzo PEC che compare sul “sito istituzionale” dell’Ente? Potrebbero comunque eccepire nullità della notifica, ad esempio di un precetto?

  26. Alfredo Maggiulli ha detto:

    Se cerca nel sito bene, troverà un dettagliato paragrafo sugli enti pubblici. Il suo collega le ha dato un pessimo consiglio. IndicePA, forse per svista forse fatto apposta, non è un pubblico elenco utile per le notifiche via PEC ex art. 3 bis l.n.53/94, ma non credo dal 2003, semmai dal 2013 (nn ricordo l’anno preciso).

  27. Luci ha detto:

    Buongiorno, ho ricevuto la notificazione a mezzo PEC di una sentenza. La mail non ha come oggetto la dicitura prevista: «notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994».
    La legge, all’art. 11, indica come conseguenza la nullità della notificazione.
    Vi fidereste a notificare l’atto di citazione d’appello oltre i trenta giorni da quella notificazione nulla?
    Io sono giunta alla conclusione negativa, ma avrei piacere di conoscere il parere di altri.

  28. Federica ha detto:

    Buongiorno,
    Devo notificare a italiana residente all’estero che possiede PEC dell’ordine di appartenga e verificata su INI. E’ sufficiente o devo avvalermi anche del consolato corrispondente.
    Grazie

  29. daniela ha detto:

    gentile collega,
    è stata notificata al precedente avvocato costituito una sentenza che non contiene l’attestazione di conformità nè l’indicazione della decorrenza del termine breve per l’appello.
    è idonea a far decorrere il termine breve? avrei necessità di rimettere nei termini per l’appello i miei clienti.
    grazie anticipatamente

  30. Angelo Tabellini ha detto:

    Gentile Collega
    ad un mio cliente è stato notificato a mezzo pec il solo provvedimento di ingiunzione e non anche il ricorso. Posso ritenere nulla la notifica? conviene costituirmi ed eccepirne la nullità?

  31. Raffaele Marrocco ha detto:

    Gentile Collega, le chiedo parere su questa mia vicenda : mi appresto a notificare via pec un atto di opposizione a decreto ingiuntivo telematico; il collega che ha notificato via pec alla mia cliente il decreto ingiuntivo telematico non ha firmato digitalmente (nè manualmente) la relata di notifica contenente peraltro anche la attestazione di conformità delle copie informatiche agli originali telematici estratti dal fascicolo informatico del Tribunale.
    La mia domanda è questa : la mancanza di firma digitale nell’atto di relata di notifica a mezzo pec nonchè nella attestazione di conformità rende nulla la relata e la relativa dichiarazione di conformità?
    Grazie per i preziosi consigli.

  32. Raffaele Marrocco ha detto:

    Grazie mille risposta trovata

  33. Scusate una domanda…
    Io ho inviato un accordo di negoziazione a mezzo pec al Comune competente. Nello scrivere l’indirizzo pec del Comune ho dimenticato una “a”. Mero errore materiale. Nonostante tutto ho ricevuto l’avvenuta accettazione e nessun altro messaggio di errore. Fatto sta che al Comune il mio accordo non è arrivato nei 10 giorni come previsto ma solo l’11 quando ho inoltrato tutto.
    Posso far valere l’errore materiale e quindi chiedere l’annullamento del verbale di accertata violazione mosso nei miei confronti?

  34. Savino Del Bene ha detto:

    Buongiorno,
    ho ricevuto notifica a mezzo Pec di atto di appello. Fra gli allegati manca la relata e l’atto è un pdf non firmato digitalmente. Questo secondo elemento non mi pare ostativo alla validità della notifica mentre nutro molti dubbi (circa la validità/inesistenza) per la mancanza della relata. Ringrazio anticipatamente per vs parere.

  35. Francesco ha detto:

    Gent.mo Collega,
    Volevo porti questo tipo di problematica: è possibile notificare lo stesso atto sia via pec che attraverso unep in quanto una parte è una società ed un’altra parte è un soggetto provato senza un indirizzo pec? io penso di si ma volevo un tuo conforto. Grazie anticipatamente.

  36. paolo molinari ha detto:

    buongiorno grazie innanzitutto per il servizio! ho ricevuto una notifica a mezzo pec di una sentenza da parte di un collega di studio della controparte vittoriosa che non era però in delega. Secondo lei ci sono profili di nullità?Grazie.Paolo Molinari

  37. Gianluca Chiovarelli ha detto:

    Ho ricevuto un decreto ingiuntivo privo di firma digitale ,certificato di firma scaduto e non si riesce ad aprire nessun allegato.
    Questo è possibili che il giudice possa ritenere la notifica valida?
    Grazie mille

  38. Giovanni Antonio Colazzo foro di Lecce. ha detto:

    Carissimo Collega vorrei sapere il tuo punto di vista circa la ritualità della notifca di un atto di precetto a Società di persone a mezzo pec. Grazie

  39. Claudio Abbondante ha detto:

    Buongiorno, devo notificare alle parti costituite in un’esecuzione immobiliare, il mio ricorso in opposizione di terzo agli atti esecutivi depositato telematicamente con pedissequo decreto di fissazione udienza del G.E. Ovviamente ho le PEC di tutti i creditori e dell’esecutato che sono costituiti nella procedura. Quindi penserei di estrarre gli atti in copia (così c’è la coccarda ed i dati dei firmatari) dal fascicolo telematico, attestarne la conformità all’originale e notificare a mezzo PEC agli indirizzi indicati dai colleghi costituiti.
    Ringrazio anticipatamente per l’attenzione.
    Saluti. Avv. Claudio Abbondante

  40. Vito ha detto:

    Preg.mo Collega,
    dovendo azionare un giudizio nei confronti dell’UCI-Uff. Centr. Italiano, nell’ambito del quale, come noto, la citazione va notificata anche al responsabile civile domiciliato presso lo stesso UCI, e volendo notificare tramite PEC, ho trasmesso due volte il medesimo atto (con distinti messaggi), di modo da poter produrre in giudizio una ricevuta di invio, accettazione e consegna per ogni destinatario.
    Secondo Te la procedura da me seguita è corretta?
    Ho proceduto in questo modo perché, in principio, avevo anche provato ad indicare tre volte l’indirizzo dell’UCI nella barra indirizzi di un’unica PEC, però aruba mi ha restituito un solo messaggio di accettazione ed un solo messaggio di consegna.
    Grazie
    V.

  41. walter ha detto:

    Chiedo scusa mi è stato notificato un atto di appello in formato PDF privo di firma analogica e digitale con la relativa procura PDF sottoscritta per autentica solo analogicamente ma non digitalmente dall’avvocato.

    E’ valido l’appello ?
    In caso negativo, è sanabile?

  42. walter ha detto:

    … dimenticavo: la notifica è stata fatta a mezzo pec!

  43. Cesare ha detto:

    Egr. collega,
    faccio uso di chiavetta lextel, con annessa pec e firma digitale e ho una pec di legalmail.
    Una volta inviata la notifica via pec con messaggio, atto allegato da me autenticato, la conservazione dell’accettazione e la consegna è automatica nella casella pec o devo fare qualcosa in più. Se poi devo depositare telematicamente tutti gli atti di notifica oltre all’atto notificato come li salvo?
    Grazie.
    C.Benazzi

    • Alfredo Maggiulli ha detto:

      Egr. Collega,

      la sua domanda ha già la risposta che cerca in questa medesima pagina web, al paragrafo “Come si fornisce la prova della notificazione?”.
      Ad ogni buon conto, senza citazioni di legge, per le vie brevi le sintetizzo che:
      quando la notifica è eseguita a mezzo pec la prova DEVE essere fornita digitalmente, quindi dovrà provvedere ad esportare le ricevute di accettazione e consegna e depositarle telematicamente, ove possibile (GdP e Cassazione, al momento, restano fuori).
      Ove ciò non sia possibile, Le consiglio di stampare tutto e depositarlo in via cartacea con attestazione di conformità in calce.
      Cordialmente
      AM

  44. silvia ferretti ha detto:

    Gent. Collega, perchè sconsigliate la notifica a mezzo pec di un atto analogico (copia autenticata dalla cancelleria di un’istanza al Giudice di Pace e suo decreto)?
    Non è possibile notificarlo, attestando nella relata di notifica la conformità del file allegato (nominandolo) firmato digitalmente, a quello in mio possesso? Si tratta del caso di cui al comma 1 dell’art. 16-undecies del D.L. 179/12 (che prevede che per una copia analogica si debba attestare la conformità in calce)? Grazie.

    • Per caso il consiglio cui fai riferimento risale al periodo tra il 21/8/15 e l’8/1/16? Se é così, in quell’arco di tempo non era possibile notificare copie informatiche di documenti analogici in assenza delle specifiche ex art. 16 undecies

  45. ADINA M. D. ha detto:

    Egr. Avv.,

    Ho notificato a mezzo PEC copia informatica di un Decreto Ingiuntivo telematico con relativi ricorso, procura e relata.
    Nel estrarre le copia informatica del Decreto dal fascicolo Polisweb, ho cambiato il nome del file (in cifre) con la dicitura “Decreto Ingiuntivo n….. del…” e l’ho salvato sul mio computer e poi l’ho notificato. Successivamente ho trovato dei materiali sul web dove dicono di non cambiare il nome del file.
    A questo punto la notifica del mio Decreto Ingiuntivo e valida o devo rinotificare ?
    Grazie!

  46. aldo ha detto:

    Buongiorno, può considerarsi un errore aver notificato una sentenza via pec, dopo averla scansionata, avendo firmato digitalmente non solo la relata di notifica ma anche la sentenza stessa? in altri termini, pur consapevole che la firma della sentenza non era necessaria, averla firmata compromette la validità della notifica?

  47. Giuseppe ha detto:

    Buongiorno collega Arcella,
    nello scaricare una copia informatica da notificare a mezzo pec, e’ possibile modificare il nome del file per renderlo più intellegibile e conforme all’atto contenuto, oppure ciò comporta un vizio?
    Grazie.

    • ADINA M. D. ha detto:

      HO AVUTO LO STESSO PROBLEMA , PARE CHE IL NOME DEL FILE NON è IMPORTANTE E SI PUO CAMBIARE, ANCHE SE HO LETTO VARI MATERIALI SU INTERNET CHE SPECIFICANO DI NON CAMBIARE IL NOME DEL FILE ….

  48. gabriella ha detto:

    Buon giorno avvocato Arcella ho ricevuto tramite PEC una notifica da equitalia per interrompere la prescrizione di alcune cartelle l’ho ricevuta il 14/10 /2015 secondo leie’ valida

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