E’ stata pubblicata ieri, 12 Maggio 2016,  la sentenza n. 9772/2016 della Seconda Sezione civile della Corte di Cassazione (Est. Giusti) che ha affermato il principio secondo cui

In tema di processo civile telematico, nei procedimenti contenziosi iniziati dinanzi ai tribunali dal 30 giugno 2014, nella disciplina dell’art. 16 -bis del decreto-legge n. 179 del 2012, inserito dall’art. l, coma 19, numero 2), della legge n. 228 del  2012, anteriormente alle modifiche apportate dal decreto-legge n. 83 del 2015 (che, con l’art. 19, comma 1, lettera a, n. 1),  vi ha aggiunto il comma 1-bis), il deposito per via telematica, anziché con modalità cartacee, dell’atto introduttivo del  giudizio, ivi compreso l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, non dà luogo ad una nullità della costituzione dell’attore, ma ad una mera irregolarità“.

Ad onta della dichiarata inammissibilità del ricorso, la S.C. ha ritenuto comunque di affrontare la questione di cui sopra, ritenendo “sussistenti le condizioni per una pronuncia d’ufficio ai sensi dell’art. 363, terzo comma, cod., proc. civ., con l’enunciazione – nell’esercizio della funzione nomofilattica assegnata a questa Corte dalla citata disposizione del codice di rito – del principio di diritto nell’interesse dalla legge sulla questione che il ricorso inammissibile propone… “  trattandosi di questione nuova nella giurisprudenza della Corte ed “in ordine alla quale si sono registrate, tra i giudici di merito, diversità nelle interpretazioni e nelle soluzioni offerte“.

Da questo link è possibile scaricare il testo integrale della pronuncia.