D:  Buongiorno, avendo la necessità di notificare fuori Foro un atto di citazione in opposizione ad un decreto ingiuntivo emesso dal Giudice di Pace e volendolo fare via PEC, mi chiedo se:
– debbo redigere l’atto di citazione e, come formato nativo digitale, notificarlo con la sola sottoscrizione digitale (non vorrei poi che i Cancellieri mi facciano problemi per la successiva iscrizione a ruolo cartacea) come avviene per le citazioni avanti il Tribunale;
– debbo redigere l’atto, stamparlo, firmarlo fisicamente, poi scansionarlo e notificarlo previa ulteriore sottoscrizione digitale (in tal caso notificherei un atto come se non fosse nativo digitale).

R: Le due modalità di esecuzione della notifica sono previste esattamente dal primo e secondo comma dell’art. 19 bis Provv. DGSIA 16/4/2014:

1. Qualora l’atto da notificarsi sia un documento originale informatico, esso deve essere in formato PDF e ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è ammessa la scansione di immagini. Il documento informatico così ottenuto è allegato al messaggio di posta elettronica certificata.

2. Nei casi diversi dal comma 1, i documenti informatici o copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici, allegati al messaggio di posta elettronica certificata, sono privi di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili, e sono consentiti in formato PDF.

Alla notificazione mediante uso di un originale informatico (comma 1) è però obbligatorio far ricorso nel caso previsto dal terzo comma della norma:

“3. Nei casi in cui l’atto da notificarsi sia l’atto del processo da trasmettere telematicamente all’ufficio giudiziario (esempio: atto di citazione), si procede ai sensi del precedente comma 1.

Ciò vuol dire che, laddove non sia obbligatorio il deposito telematico degli atti e documenti, si può procedere con la notificazione della copia scansionata (ed attestata conforme ex art. 3 bis, comma 2, L. 53/94.