Dal sito FIIF

Come noto a tutti gli operatori del diritto, è da mesi acceso il dibattito, soprattutto giurisprudenziale, circa la possibilità per gli avvocati di poter validamente notificare atti giudiziari con l’ausilio della posta elettronica certificata ai sensi di quanto previsto dalla legge n. 53 del 1994.

Solo per citare gli ultimi arresti giurisprudenziali, si passa dalla sanzione di inesistenza giuridica (la modalità di notificazione del ricorso mediante posta elettronica certificata ai sensi della L. 21 gennaio 1994 n. 53 non è utilizzabile nel processo amministrativo, salvo specifica autorizzazione presidenziale ai sensi dell’art. 52, comma 2, c.p.a., né a sanare l’invalidità di tale notifica può valere la successiva costituzione in giudizio del soggetto destinatario della stessa, atteso che si verte in ipotesi di inesistenza della notifica – Cons. Stato, 20 gennaio ’16, n. 189) all’accertamento della piena validità del procedimento di notificazione (Nel giudizio amministrativo trova applicazione immediata la Legge n. 53/1994 secondo cui l’avvocato può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo della posta elettronica certificata – Cons. Stato, 14 gennaio ’16, n. 91)……. (continua la lettura sul sito www.fiif.it)