Con l’incrementarsi del numero dei depositi effettuati in modalità telematica è inevitabile che si accresca anche il numero degli errori nei quali il depositante non troppo accorto può incorrere.  Di recente, peraltro, sono statisticamente aumentati due tipologie di errori la cui descrizione nella c.d. “terza pec” (il messaggio di esito dei controlli automatici) non è di agevole comprensione.

Si tratta in particolare:

a) dell’errore “formato file non ammesso“: tale tipologia di errore si verifica non solo allorquando  non venga depositato un formato tra quelli previsti dall’art. 13 del Provvedimento DGSIA 16/4/2014, ma anche quando al “tipo di allegato” non corrisponda quello specifico tipo di  file che il sistema si aspetta che venga ad esso associato. E’ tipico il caso del documento in formato pdf che venga allegato con la specifica prevista per la RA (ricevuta di accettazione) o per la RdAC (ricevuta di avvenuta consegna), che ammettono invece i soli formati eml o  msg.

b) dell’ “errore imprevisto nel deposito” , che ricomprende una svariata casistica di errori ma che, sul campo, abbiamo avuto modo di riscontrare in una particolare  e singolare ipotesi, nella quale risulta allegato con la specifica per la RdAC non la ricevuta di consegna completa ma solo il relativo allegato postacert.eml (ebbene sì, anche questo si è verificato…!)

Dopo aver esaminato i casi reali presso la Cancelleria del Tribunale di Napoli, abbiamo ripetuto l’esperimento effettuando dei depositi presso il Model Office, esperimento che ha confermato che nel primo caso si tratta di errore forzabile (formato di file non ammesso),

ESITO FORMATO NON AMMESSO

formato di file non ammesso

L’errore forzabile si distingue per il “pallino rosso” sia al documento che al corrispondente “evento file”

mentre nel secondo (errore imprevisto nel deposito) caso dà luogo ad errore fatale, con immediato scarto della relativa busta

ESITO ERRORE IMPREVISTO

errore inatteso durante la verifica

L’errore fatale si distingue per il “pallino nero” accanto al file ed al relativo evento

Ciò che si vuole sottolineare in questa sede è che, per quanto l’errore forzabile consenta (ed anzi imponga, a lume della Circ. DAG 23.10.2015) l’accettazione della busta da parte del Cancelliere, esso tuttavia deve mettere in guardia l’Avvocato depositante, dacché  nel caso di specie la notifica, che si voleva provare col deposito della RA e della RdAC, non sarà stata correttamente documentata, noto essendo che la prova della notificazione telematica va data mediante il deposito dei duplicati informatici delle relative buste munite della firma digitale del gestore pec.