D: Nei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, sia che si tratti di proporre istanze (autotutela, accertamento con adesione ecc.) che ricorsi si usa la modalità notificatoria del plico raccomandato chiuso senza busta (ovvero la consegna allo sportello dell’Ufficio Entrate).
Inviare una pec con allegato uno degli atti di cui sopra firmato digitalmente sostituisce il plico raccomandato chiuso senza busta?
E al contempo, posto che per costituirsi in giudizio nel processo tributario occorre depositare copia attestata conforme all’originale con unita ricevuta di spedizione (della r.r.) o di notifica all’Ufficio (vecchio Modello 8 rilasciato quando si “deposita” allo sportello dell’Ufficio Entrate) è pensabile di depositare in CTP o in CTR copia dell’atto notificato, stampata, attestata conforme magari a mano, con allegate stampe delle ricevute (accettazione e consegna) della pec?
Ho ricevuto ricorsi e controricorsi per Cassazione dall’Avvocatura dello Stato notificatimi in questo modo, di talché devo dedurre che in Cancelleria abbiano poi depositato queste ricevute quale prova della notifica. Ringrazio in anticipo per il confronto.

R: Com’è noto (e come da commento del Collega Vitrani pubblicato su questo blog, ed al quale rinvio per l’illustrazione delle altre problematiche connesse alla questione), il dlt 156/2015 ha introdotto l’art. 16 bis del dlt 546/1992), che costituisce la norma primaria volta ad introdurre i depositi e le notificazioni telematiche nel processo tributario.

Tale norma, al comma 3, prevede che “Le notificazioni tra le parti e i depositi presso la competente Commissione tributaria possono avvenire in via telematica secondo le disposizioni contenute nel decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, e dei successivi decreti di attuazione“.

In deroga alla previsione generale di entrata in vigore della riforma del contenzioso a decorrere dal 1° gennaio 2016, di cui al comma 1 dell’articolo 12, il comma 3 del medesimo articolo 12 prevede che “Le disposizioni contenute nel comma 3 dell’articolo 16-bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 si applicano con decorrenza e modalità previste dai decreti di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163”.

Peraltro, in attuazione di tale norma è stato emanato il decreto direttoriale 4 agosto 2015, recante “Specifiche tecniche previste dall’articolo 3, comma 3, del regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111” che, all’art. 16 (“Entrata in vigore e individuazione delle Commissioni Tributarie”) statuisce che “Le presenti disposizioni si applicano agli atti processuali relativi ai ricorsi notificati a partire dal primo giorno del mese successivo al decorso del termine di novanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto (n.d.e.:10 agosto 2015), da depositare presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali dell’Umbria e della Toscana”.

Da tale quadro normativo e regolamentare emerge che le disposizioni contenute nel comma 3 dell’articolo 16-bis del decreto legislativo n. 546 del 1992 si applicano con riguardo ai soli atti connessi ai procedimenti  presso le sole Commissioni tributarie provinciali e regionali dell’Umbria e della Toscana (ove peraltro il processo tributario telematico stenta a decollare).

La giuridica possibilità di eseguire  notificazioni telematiche in materia di processo tributario, dinanzi alle Commissioni, quindi, non può prescindere da tale dato normativo.

Che l’Avvocatura di Stato abbia notificato a mezzo pec dei ricorsi e/o controricorsi per cassazione, peraltro, non é indicativo di nulla, dacché anche in materia tributaria il ricorso per cassazione soggiace alle regole ti rito del c.p.c. e, quindi, trova applicazione anche l’art. 3 bis della L. 53/94 che è invece estraneo ai giudizi di merito tributari.