D:  Devo redigere un’ insinuazione al passivo ed inviarla telematicamente alla procedura fallimentare. Mi servo del sistema SLPCT quale atto devo selezionare? 

R:  L’istanza di ammissione al passivo non richiede l’uso di redattori quanto dell’invio al Curatore dell’istanza stessa e dei documenti a supporto della stessa a mezzo di un messaggio di posta elettronica certificata.

Il ricorso può essere redatto indifferentemente sia come originale informatico (pdf testuale firmato digitalmente – art. 21 comma 2 del CAD), ovvero come copia per immagine del ricorso scansionato (art. 22 comma 2 del CAD): l’art. 93 L.F., infatti, dispone che  “La domanda di ammissione al passivo di un credito, di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immobili, si propone con ricorso da trasmettere a norma del comma seguente almeno trenta giorni prima dell’udienza fissata per l’esame dello stato” e che (comma 2) “Il ricorso può essere sottoscritto anche personalmente dalla parte ed è formato ai sensi degli articoli 21, comma 2, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni e, nel termine stabilito dal primo comma, è trasmesso all’indirizzo di posta elettronica certificata del curatore indicato nell’avviso di cui all’articolo 92, unitamente ai documenti di cui al successivo sesto comma. L’originale del titolo di credito allegato al ricorso è depositato presso la cancelleria del tribunale”.

Sottolineo che, se il ricorso è redatto come originale informatico, il richiamo all’art. 21 comma 2 del CAD impone la relativa firma digitale. Ove si opti per la copia per immagine del ricorso, quantunque il richiamo all’art. 22 comma 3 del CAD faccia pensare alla sufficienza della firma autografa apposta al ricorso stesso successivamente scansionato, per prudenza non gli farei mancare la firma digitale.

 

Advertisements