D: Si parla, in questo periodo, del processo tributario telematico. Si è imposto, in proposito, il formato *.pdf/A-1b (ovvero *.pdf/A1-a) perchè più “stabile” per la archiviazione. E’ vero che l’unico modo per firmare tale formato è la firma “esterna” (che implica l’adozione del suffisso p7m) e che non è possibile porre la firma digitale “interna”, nemmeno seguendo le più recenti indicazioni di qualche Collega che si è servito della funzione “firma” di Acrobar Reader XI?

Vi è la concreta possibilità che tale formato diventi obbligatorio anche per il processo civile telematico? Grazie per una cortese risposta. Vive cordialità.

R:  Le prime domande che gli informatici “puri” si posero all’indomani della pubblicazione delle regole tecniche per il PCT, che prevedevano il pdf (semplice) “privo di elementi attivi” riguardavano proprio il perché della scelta del pdf con tale (equivoca) limitazione piuttosto che lo standard pdf/a, che è tra l’altro quello previsto nelle specifiche per la conservazione ex dpcm 3.12.2013, in ordine alle quali prima anche il PCT dovrà adeguarsi (a meno che non siano le specifiche ad adeguarsi al PCT).

Va peraltro ricordato che la firma apposta ad un pdf normale lo rende immodificabile, di tal che problemi di sicurezza informatica non se ne pongono in concreto, considerato che tutti gli atti principali ed i provvedimenti nativamente telematici vengono acquisiti nei registri di cancelleria muniti di firma digitale.

Quanto alle previsioni che mi chiedi (e che non saprei darti con quel minimo di attendibilità che sarebbe richiesto ad una previsione seria), mi limito ad osservare  che i recenti aggiornamenti apportati ai sistemi (per es. i provvedimenti del Giudice recano la firma PAdES), ma anche quelli meno recenti (la “manipolazione” dei documenti mediante apposizione della “coccardina” sulle copie) lasciano pensare che si voglia mantenere nel pct lo standard base.