In data odierna, il servizio tecnico del DGSIA ha diramato il seguente testuale comunicato:

Si invitano le software house a verificare i propri software di redazione delle buste telematiche al fine di prevenire i seguenti problemi che impediscono l’elaborazione delle stesse da parte dei sistemi ministeriali:

  1. Identificatore delle parti MIME (Content-ID), specificato nell’attributo “ID” degli elementi AttoPrincipale o allegati vari del file indiceBusta.xml o all’interno dell’elemento IndiceBusta nel contesto del file DatiAtto.xml: la lunghezza del valore non può superare i 128 caratteri.
  2. Oggetto della PEC: non può superare i 255 caratteri.
  3. Codifica dei file: deve essere base64 sia per atto.enc che per ogni file contenuto nella busta.

Si fa inoltre presente che alcune software house non provvedono ad indicare il proprio codice nel campo X-Mailer dell’header MIME del file relativo alla busta (es. Atto.enc). Si richiama a tal riguardo quanto comunicato in data 16/10/2015 ribadendo che tale campo è necessario, anche al fine di ottimizzare la fase di diagnosi di eventuali problematiche….“.

Per quanto la comunicazione sia diretta alle software house, appare importante evidenziare che:

a) relativamente alle raccomandazioni sub “1” e “3”, occorre controllare sempre di aver aggiornato il proprio redattore all’ultima versione disponibile;

b) relativamente alla raccomandazione sub “2”, gli Avvocati sono coloro che generalmente compilano (o integrano) il campo “oggetto” della mail di invio delle pec: si raccomanda pertanto di attenersi scrupolosamente all’istruzione di cui sopra (nell’oggetto pec di deposito non superare i 255 caratteri).

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