D: Devo intervenire in procedura esecutiva immobiliare con deposito telematico dell’intervento e titolo e quindi attestare la conformità del titolo (ricorso e pedissequo d.i. rilasciati dalla cancelleria in copia conforme, unita relata di notifica degli U.G., unita formula esecutiva e cartolina di ricevimento).
Dopo avere scansionato il tutto, come devo attestare la conformità:
1) ai sensi dell’art. 557 c.p.c. (che però pare essere riferito al solo creditore procedente);
2) oppure ai sensi dell’art. 16 decies DL 192/2012.
Inoltre (e ritenuto che le modalità di attestazione sarebbero comunque le stesse per le due ipotesi),
considerato che nella prassi (e su vari modelli proposti on line) ho visto attestare, tout court, la conformità della copia informatica per immagine all’originale cartaceo detenuto in studio, senza distinguere parti “copie conformi” (ad esempio il ricorso e d.i. dichiarato conforme dalla cancelleria) e che il citato art. 16 decies stabilisce che è attestata la conformità della copia informatico all’originale o copia conforme del supporto analogico,
Nel caso sopra indicato:
1) dovrei impiegare una formula del tipo: attesto la conformità della copia informatica ai rispettivi documenti analogici e quindi dettagliatamente alla copia conforme del ricorso e pedissequo d.i., all’unito originale della relata di notifica, all’unito originale della F.E. all’originale della cartolina a.r.;
2) oppure, dal momento in cui il ricorso e decreto (copia conforme) sono notificati (notifica originale) ed è apposta la f.e., il titolo (quand’anche composto dal ricorso e d.i. in copia conforme) acquista, come unicum inscindibile, una propria caratteristica di “originalità” e posso dunque attestare semplicemente la conformità della copia informatica per immagine all’originale supporto cartaceo in mio possesso?
Grazie per il contributo che saprete darmi e congratulazioni per l’ottimo blog.

R: Le attestazioni di conformità costituiscono dichiarazioni che non necessitano di formule sacramentali e, a rigore, neanche dell’indicazione degli esatti riferimenti normativi. Del resto, quanto a questi ultimi, sarebbe oggi sufficiente far riferimento alla sola norma ex art. 16 undecies DL 179/2012, che ne ha unificato la disciplina.

Che si tratti di dichiarazioni a contenuto libero risulta peraltro (implicitamente) dallo stesso terzo comma della norma anzidetta, che rinvia alle famigerate “specifiche” tecniche per la sola “individuazione” della copia cui l’attestazione separata si riferisce e non anche per le modalità o il contenuto dell’attestazione stessa.

Avuto riguardo al fatto che l’art. 16 decies abilita l’Avvocato ad attestare la conformità della copia informatica non solo degli originali, ma anche delle copie conformi (…”atto processuale di parte o di un provvedimento del giudice formato su supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme“) è corretto attestare, a seconda dei casi la conformità della copia all’originale od alla copia conforme.

Nel caso da Te prospettato (atto composto da copie conformi e da originali) attesterei che la copia informatica è conforme “alla copia del d.i. munito in calce della relata di notifica ed agli originali degli avvisi di ricevimento postali“).

Quanto al quesito circa la necessità per l’interventore di attestare la conformità del titolo e del precetto allegati all’intervento nell’esecuzione, al di là del fatto che l’art. 557 cpc, comma 2, faccia evidente riferimento al creditore procedente (pur parlando semplicemente di “creditore”), ritengo che la novella legislativa ex art. 18 DL 132/2014, nel suo complesso, miri ad adeguare alle forme del deposito telematico l’esigenza di certezza connessa all’esistenza ed al contenuto degli atti esecutivi depositati nel fascicolo telematico di esecuzione, che non possono per ovvie ed evidenti ragioni essere colà mantenuti nel formato cartaceo: ne consegue che l’attestazione di conformità va sicuramente eseguita anche da parte dell’interventore.

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