Pubblicato su cspt.pro Centro Studi Processo Telematico

Già dal maggio 2013, all’indomani della pubblicazione del DM 48/2013 che modificò l’art. 18 del DM 44/2011, dando attuazione all’art. 16 quater del DL 179/2012, noi Avvocati siamo abilitati alle notificazioni a mezzo della posta elettronica certificata e, al netto della parziale impasse creatasi a seguito  dell’entrata in vigore della L. 132/2015 (per effetto del terzo comma dell’art. 16 undecies DL 179/2012, dalla stessa introdotto), tale forma di notifica fa ormai parte del quotidiano della stragrande maggioranza di Colleghi.

Ben prima che per gli Avvocati, tuttavia, le notificazioni a mezzo p.e.c. sono state previste per gli Ufficiali Giudiziari con l’art. 149 bis c.p.c., norma introdotta dall’art. 4, comma 8, D.L. 29.12.2009, n. 193 con decorrenza dal 31.12.2009 e fatta oggetto di modifica per effetto dell’art. 16, comma 2, D.L. 18.10.2012, n. 179 con decorrenza dal 20.10.2012.

Nell’attuale formulazione, la norma in parola così recita:

Se non è fatto espresso divieto dalla legge, la notificazione può eseguirsi a mezzo posta elettronica certificata, anche previa estrazione di copia informatica del documento cartaceo.

Se procede ai sensi del primo comma, l’ufficiale giudiziario trasmette copia informatica dell’atto sottoscritta con firma digitale all’indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni.

La notifica si intende perfezionata nel momento in cui il gestore rende disponibile il documento informatico nella casella di posta elettronica certificata del destinatario.

L’ufficiale giudiziario redige la relazione di cui all’articolo 148, primo comma, su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale e congiunto all’atto cui si riferisce mediante strumenti informatici, individuati con apposito decreto del Ministero della giustizia. La relazione contiene le informazioni di cui all’articolo 148, secondo comma, sostituito il luogo della consegna con l’indirizzo di posta elettronica presso il quale l’atto è stato inviato.

Al documento informatico originale o alla copia informatica del documento cartaceo sono allegate, con le modalità previste dal quarto comma, le ricevute di invio e di consegna previste dalla normativa, anche regolamentare, concernente la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici trasmessi in via telematica.

Eseguita la notificazione, l’ufficiale giudiziario restituisce all’istante o al richiedente, anche per via telematica, l’atto notificato, unitamente alla relazione di notificazione e agli allegati previsti dal quinto comma.

Va anzitutto segnalato che la norma, al secondo comma, sembra richiedere sempre l’attestazione di conformità, anche nell’ipotesi in cui l’Avvocato consegni all’Ufficiale Giudiziario, anziché un originale cartaceo, un originale informatico sottoscritto con firma digitale. In realtà, in tal caso l’Ufficiale Giudiziario potrebbe tranquillamente procedere all’invio di quell’originale (rectius duplicato), senza apporre la sua firma digitale. In quanto duplicato informatico, non sarebbe necessaria peraltro attestazione alcuna, ai sensi dell’art. 5 dpcm 13/11/2014. Eppure la norma, richiamando genericamente il comma 1 (“Se procede ai sensi del primo comma“), pare voler trattare anche l’originale informatico come una copia.

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