D: Buonasera. Nel ringraziare anticipatamente per l’attenzione che vorrà dedicarmi, pongo il seguente quesito: come si acquisisce, nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo (nel quale mi costituirò “cartaceamente”, per l’opposto) il fascicolo telematico relativo alla fase monitoria? MI hanno riferito che non provvedono nè il Giudice nè la cancelleria. E’ possibile che debba stampare io tutti i documenti depositati telematicamente, ricorso incluso, ed attestarne la conformità? Grazie ancora e buon lavoro.

R: Colgo l’occasione offerta dal quesito da Te proposto per ricordare la recente pronuncia delle Sezioni Unite (Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 10/07/2015 n° 14475) secondo cui “L’art. 345, comma 3, c.p.c. (nel testo introdotto dall’art. 52 l. 26 novembre 1990 n. 353, con decorrenza dal 30 aprile 1995) va interpretato nel senso che i documenti allegati alla richiesta di decreto ingiuntivo e rimasti a disposizione della controparte, agli effetti dell’art. 638, terzo comma, c.p.c., seppur non prodotti nuovamente nella fase di opposizione, rimangono nella sfera di cognizione del giudice di tale fase, in forza del principio “di non dispersione della prova” ormai acquisita al processo, e non possono perciò essere considerati nuovi, sicché, ove siano in seguito allegati all’atto di appello contro la sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, devono essere ritenuti ammissibili“.

Da tale principio, pur affermato con riferimento al giudizio d’appello – nel quale resta ammissibile la produzione dei documenti già posti a corredo della domanda monitoria ed eventualmente non depositati prima  – discende la conseguenza che detta produzione documentale è a fortiori sempre ammissibile in ogni fase nel primo grado del giudizio di opposizione, mancando il carattere di “novità” dei documenti.

Pur trapelando dalla sentenza in parola che, in realtà, il fascicolo di parte del monitorio andrebbe acquisito d’ufficio e che “la mancanza di una norma che espliciti la necessità della trasmissione del fascicolo d’ufficio, con accluso il fascicolo di parte della fase monitoria contenente i documenti, al giudice dell’opposizione” si spiega con “l’unicità dell’ufficio” (in altre parole: che necessità c’è di disporre il trasferimento del fascicolo monitorio al giudice dell’opposizione se questi è lo stesso – inteso come Ufficio giudiziario – di quello del monitorio?), in nome della sempre predicata prudenza, vale la pena farsi carico – in veste di parte opposta – di procedere ad una nuova produzione documentale, soprattutto laddove il fascicolo monitorio sia (com’è ormai da tempo) interamente telematico ed in assenza (allo stato) di strumenti tecnici per la condivisione del fascicolo stesso tra il Giudice del d.i. e quello dell’opposizione.

La nuova produzione potrà avvenire, dopo aver scaricato atti e documenti dal fascicolo informatico, sia cartaceamente (se la costituzione sia cartacea) e, quindi con le stampe (asseverate conformi ex artt. 16 decies e 16 undecies, comma 1, DL 179/2012) ovvero telematicamente,  sempre asseverando la conformità dei soli atti processuali di parte e dei provvedimenti del Giudice: il tutto in allegato alla comparsa di costituzione od alle memorie ex art. 183 cpc o, comunque, ad una memoria generica che si dichiari, nelle apposite note, espressamente deputata a tale funzione.