D: Buona sera e complimenti per l’ottimo blog,
ho da porre un quesito relativamente al deposito telematico di un reclamo ex art. 669 terdecies c.p.c. avverso un provvedimento cautelare d’urgenza ex art. 700 c.p.c.
Per l’invio telemativo ho utilizzato SLPCT.
Nella schermata iniziale ho inserito i seguenti parametri:
Registro: contenzioso civile
Ruolo: procedimenti sommari
Grado: primo
Atti: Atto di deposito di un reclamo – (Reclamo)
Nella schermata successiva ho inserito l’ufficio giudiziario, il numero di ruolo e l’anno.
Ho indicato la parte reclamante e l’avvocato coinvolto nel procedimento.
Quindi ho impostato l’atto principale, allegando procura alle liti, contributo unificato, indice e documenti.
Dopo la creazione della busta ho inviato il tutto all’ufficio giudiziario.
Mi sono pervenute la pec di accettazione, di deposito e quella relativa ai controlli formali con esito positivo (codice: 1).
Sennonché mi è pervenuta da parte della Cancelleria la quarta pec con codice esito -1 e con il seguente messaggio: “Prego inviare il reclamo con nota di iscrizione e ruolo e non con il numero di rg del procedimento cautelare in quanto si deve iscrivere con un numero nuovo. Atti rifiutati il 30.09.2015”.
In effetti, SLPCT non ha generato la nota di iscrizione a ruolo che, però, ritengo non necessaria trattandosi, nella specie, di deposito di un atto endoprocessuale.
Considerato che l’invio è stato effettuato il giorno 29.09.2015, ultimo giorno per il deposito, e che la busta è stata rifiutata il giorno successivo, prima di recarmi in Cancelleria gradirei una risposta sulla correttezza o meno dell’operato di quest’ultima.
Grazie e ancora complimenti.

R: Tu hai eseguito correttamente il deposito e la Cancelleria ha errato nel rifiutarlo. Gli schemi xsd nelle specifiche di cui al Provvedimento DGSIA del 16/4/2014, infatti, prevedono esattamente il deposito del reclamo come atto in corso di causa, da eseguirsi “nel fascicolo” telematico del procedimento di urgenza “a quo“.

Se il Cancelliere avesse accettato il Tuo deposito, sarebbe stato generato in automatico un fascicolo nuovo, con un RG nuovo e, per la consequenzialità atto-evento che caratterizza l’architettura del PCT, nel fascicolo del giudizio ex art. 700 c.p.c. sarebbe stato generato un evento indicante l’apertura del fascicolo di reclamo ed il relativo numero di R.G..

Il problema che la Cancelleria avrebbe poi dovuto affrontare (che mi risulta non essere stato ancora risolto) riguarda la “condivisione” degli atti e dei documenti tra i due fascicoli, cosa comunque risolvibile sul piano pratico con il deposito da parte del reclamante, successivo all’apertura del nuovo fascicolo, di copia attestata conforme (ex art. 16 decies, per gli atti ed i provvedimenti in formato analogico detenuti in originale o in copia conforme) di tutti gli atti e provvedimenti presenti nel fascicolo del giudizio ex art. 700 cpc e di copia semplice di tutti i documenti allegati.

Sulla questione della necessità o meno della NIR, il Cancelliere ritiene di applicare ancora pedissequamente gli artt. 71 e 72 disp. att. c.p.c.: norme queste che nel pct non hanno francamente molto senso, avuto riguardo al fatto che i dati della NIR restano comunque recepiti in altro documento informatico (DatiAtto.xml): la NIR, quindi, costituisce né più né meno che una duplicazione di tale documento.

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