D: Devo costituirmi cartaceamente, quale parte opposta, in procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo. Quesito: I documenti di parte del fascicolo elettronico fase monitoria che provvederò ad inserire nella produzione fase opposizione, devo attestarli conformi a quelli estratti dal fascicolo informatico o li produco in copia semplice?

R: Con l’avvento del PCT, nulla è mutato sotto il profilo processuale quanto all’onere di parte relativo alla produzione, nel giudizio di opposizione, della documentazione offerta a corredo della domanda monitoria: resta infatti a carico dell’opposto l’onere di costituirsi in giudizio depositando il fascicolo contenente i documenti offerti in comunicazione nell’ambito della fase monitoria e, in difetto di tale produzione, essa non entra a fare parte del fascicolo d’ufficio (relativo al giudizio di opposizione avverso il decreto ingiuntivo) ed il Giudice non può tenerne conto.

Applicando tale principio al PCT, va da sé che l’opposto dovrà depositare (cartaceamente, se all’atto della costituzione in difetto di decreto autorizzativo alla costituzione telematica) copia di tutti i documenti depositati a corredo della domanda monitoria: si tratterà evidentemente di copie analogiche di documenti digitali.

Egli potrà, peraltro, depositare la documentazione anche telematicamente, sia in un momento immediatamente successivo alla costituzione cartacea (con una “nota di deposito”, come atto principale, ed i duplicati (o le copie) dei documenti scaricati dal fascicolo informatico monitorio, come allegati; o, ancora, in sede di memorie istruttorie, entro il secondo termine ex art. 183 comma 6 c.p.c., a seconda della strategia processuale che vorrà assumere.

In tutti questi casi, non è possibile, a mio modo di vedere, aggiungere alcuna attestazione di conformità, e questo perché l’art. 16 bis comma 9 bis abilita l’Avvocato ad attestare la conformità delle copie degli “atti” e dei “provvedimenti“, non anche dei “documenti” allegati al fascicolo informatico.

Ovviamente, se l’Avvocato produce i “duplicati” dei documenti allegati al fascicolo informatico monitorio, potrà dichiarare tale qualità documentale, la quale potrà essere verificata, in caso di contestazione, col confronto dell’impronta dei documenti depositati con quelli allegati al fascicolo monitorio.

Parimenti, nel caso di deposito di copie informatiche, all’eventuale disconoscimento della conformità delle stesse rispetto ai documenti prodotti nel fascicolo monitorio potrà farsi fronte col più semplice ed intuitivo metodo, peraltro codificato nella norma tecnica ex art. 6 dpcm 13/11/14, ovvero col mero “raffronto dei documenti” finalizzato a verificare “la corrispondenza del contenuto della copia o dell’estratto informatico alle informazioni del documento informatico di origine“: in termini semplici, il Giudice confronta visivamente i due documenti ed accerta che abbiano lo stesso contenuto.

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