Riallacciandomi a quanto oggetto di un articolo di ieri  – che richiamava un’ordinanza del Tribunale di Latina, secondo cui va proposta in modalità cartacea l’opposizione ex art. 617 comma 2  c.p.c. (e, conseguentemente, anche quella ex art. 615 comma 2 c.p.c.) è da considerarsi un “introduttivo” soggetto al presupposto ex art. 16 bis comma 1 DL 179/2012, ricevo dall’Avv. Francesco Fusco del Foro di Latina e pubblico il testo dell’ordinanza medesima.

Aggiungo che, a mio modesto avviso, l’orientamento non mi pare condivisibile, dacché il richiamo contenuto nel secondo comma dell’art. 16 bis DL 179/2012 al primo comma non può ritenersi integrale, non esistendo nel processo di esecuzione alcuna norma che preveda la “costituzione” del debitore e, soprattutto, ne disciplini gli effetti in maniera analoga a quanto previsto nel processo di cognizione: anche perché, come ha chiarito la S.C. (Cass. civ. Se. III, 22279/2010), “nel processo esecutivo non è configurabile un formale contraddittorio nel significato e con le caratteristiche di quello che si instaura nel processo di cognizione“.

Ne deriva che, allorquando la norma “Nei processi esecutivi di cui al libro III del codice di procedura civile la disposizione di cui al comma 1 si applica successivamente al deposito dell’atto con cui inizia l’esecuzione“, il richiamo alla disposizione di cui al primo comma riguarda il solo termine (30/6/2014) e non anche il presupposto della previa costituzione della parte.

, ordinanza trib. latina

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