D: Ho ricevuto una notifica di una opposizione a d.i. mediante Pec; tuttavia, nel messaggio Pec sono allegati l’atto di citazione e la relata di notifica in formato “doc.p7m”, in violazione dell’art. 19bis DGSIA che prevede che il formato da utilizzare per la notifica telematica dall’avvocato deve essere il formato PDF.
Ho intenzione di costituirmi in giudizio e rilevare il difetto della notifica telematica ovvero, a mio avviso, anche una inesistenza ovvero nullità dell’atto di opposizione a d.i., perché comunque inoltrata con un formato non contemplato dalla legge.
La mia eccezione è fondata? E ancora: la costituzione in giudizio potrebbe eventualmente sanare ogni difetto procedurale della notificazione telematica?
Grazie a tutti per la preziosa disponibilità.

R: L’art. 3 bis comma 1 L. 53/1994 contiene un rinvio alla “normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici“.  A sua volta, l’art. 16 quater comma 3 del DL 179/2012, dopo aver introdotto l’art. 3 bis della L. 53/94, ha previsto che tale norma entrasse in vigore “ a decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto di cui al comma 2“, laddove tale comma 2 prevedeva prevedeva l’adeguamento delle regole tecniche ex DM 44/2011 da effettuarsi nei 180 giorni successivi.

Le norme tecniche richiamate dal primo comma, nonostante la formulazione non proprio felice di tale inciso, che parrebbe rinviare solo a quelle relative alle firme digitali, ai documenti informatici ed alla posta certificata) sono quindi contenute (anche) nelle regole tecniche per il processo telematico , ovvero nell’art. 18 DM 44/2011 (regole) e nell’art. 19 bis del Provv. DGSIA 16/4/2014 (specifiche). le quali, quindi, finiscono per rientrare nel novero delle “disposizioni di cui agli articoli precedenti” richiamate dall’art. 11 L. 53/1994.

Ne discende che la mancata osservanza del formato prescritto dall’art. 19 bis (pdf) costituisce una causa di nullità, suscettibile quindi di sanatoria.

Tale conclusione è peraltro avvalorata dal fatto che una simile relata (redatta in formato word “.doc” non convertito in pdf), non sarebbe giammai suscettibile di esser depositata telematicamente, dacché il formato “.doc” non rientra tra quelli previsti dall’art. 13 del Provvedimento DGSIA del 16/4/2015.

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