D: Buona sera a tutti. Ho un quesito abbastanza strano. Per errore ho caricato nel software di invio telematico un atto, per la precisione un file pdf già firmato e cioè già nel formato .pdf.p7m. Non bastasse quando mi è stato richiesto di firmare busta e documenti (il mio software non fa distinzione) ho rifirmato il tutto, dunque ho inviato un atto con formato .pdf.p7m.p7m
Qualcuno sa dirmi se ci sono preclusioni in tal senso per la validità del deposito? Premetto che la cancelleria ha accettato….

R:  Dico subito che non ci sono preclusioni o impedimenti tecnici al deposito: hai semplicemente firmato due volte lo stesso atto con firme “nidificate”.

Come descritto nel sito Infocert  si possono avere:

– firme “parallele”: quando il sottoscrittore successivo al primo firma solo i dati contenuti nella busta crittografica. Un documento con firme parallele produce un file di tipo “nomefile.p7m”;

– firme “nidificate” o “annidate” o “a matrioska”: in questo caso ogni sottoscrittore successivo firma l’intera busta crittografica generata da un altro sottoscrittore. Un documento con firme annidate produce un file “nomefile.p7m.p7m.p7m….”;

– “controfirme”: in questo caso il sottoscrittore firma una precedente firma apposta da un altro sottoscrittore. Un documento con controfirme produce un file di tipo”nomefile.p7m””.