D: Ho iscritto a ruolo un appello il cui atto di citazione è stato notificato via PEC, per mio mero errore, alla parte personalmente e non al domicilio eletto nel giudizio di primo grado. Essendo ancora nei termini, ho successivamente (il giorno successivo alla iscrizione a ruolo per l’esattezza) notificato al domicilio eletto, sempre via PEC, l’atto di citazione. Se deposito telematicamente l’atto successivamente notificato (ripeto, tempestivamente), ciò sanerebbe gli eventuali vizi? Grazie per la cortese risposta (anche se non strettamente pertinente al processo telematico).

R: La rinnovazione spontanea della notifica, soprattutto se avvenuta nei termini, sana ogni vizio, avuto riguardo anche al fatto che è principio pacifico che  “La rinnovazione della notificazione può e deve essere ordinata dal giudice, in primo grado, quando «rileva un vizio che importi nullità» (art. 291, comma 1, c.p.c.) ed in appello «quando occorre» (art. 350, comma 2, c.p.c.)” (così, tra le tante, Cassazione civile sez. III  18 settembre 2009 n. 20104).

Se non avessi rinnovato Tu la notifica, Te l’avrebbe ordinata il Giudice d’appello. E se si dovesse rilevare ancora qualche nullità, Ti dovrebbe essere concesso termine per la rinnovazione, dacché la prima volta hai provveduto spontaneamente.

Attenzione al deposito telematico: la Corte è abilitata a riceverli?

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