D: Gentili Collegi,
mi chiedo se il ricorso in opposizione all’esecuzione ex art 615 c.p.c. sia depositabile esclusivamente in formato telematico ovvero se sia ancora possibile il deposito cartaceo e quale sia la relativa normativa di riferimento.
Questa mattina la Cancelleria si è infatti limitata ad un generico “non è più possibile”, senza argomentare oltre.
Mi farebbe quindi piacere una Vs. delucidazione.

R: Iniziamo dalla normativa di riferimento, che è costituita dall’art. 16 bis, comma 2, DL 179/2012. Per una corretta disamina della questione, tale norma va letto congiuntamente col primo comma:

1. Salvo quanto previsto dal comma 5, a decorrere dal 30 giugno 2014 nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, innanzi al tribunale, il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori delle parti precedentemente costituite ha luogo esclusivamente con modalita’ telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Allo stesso modo si procede per il deposito degli atti e dei documenti da parte dei soggetti nominati o delegati dall’autorita’ giudiziaria. Le parti provvedono, con le modalita’ di cui al presente comma. a depositare gli atti e i documenti provenienti dai soggetti da esse nominati. Per difensori non si intendono i dipendenti di cui si avvalgono le pubbliche amministrazioni per stare in giudizio personalmente.

2. Nei processi esecutivi di cui al libro III del codice di procedura civile la disposizione di cui al comma 1 si applica successivamente al deposito dell’atto con cui inizia l’esecuzione. A decorrere dal 31 marzo 2015, il deposito nei procedimenti di espropriazione forzata della nota di iscrizione a ruolo ha luogo esclusivamente con modalita’ telematiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici. Unitamente alla nota di iscrizione a ruolo sono depositati, con le medesime modalita’, le copie conformi degli atti indicati dagli articoli 518, sesto comma , 543, quarto comma e 557, secondo comma, del codice di procedura civile. Ai fini del presente comma, il difensore attesta la conformita’ delle copie agli originali, anche fuori dai casi previsti dal comma 9-bis“.

Il comma 2, secondo cui “la disposizione di cui al comma 1 si applica successivamente al deposito dell’atto con cui inizia l’esecuzione“, opera  nel concreto un rinvio alla norma di cui al comma 1. Questa, però, a sua volta prescrive, come condizione di operatività dell’obbligo  di deposito telematico, che ne siano onerati “i difensori delle parti precedentemente costituite“.

Posta in tali termini la questione, ed alla luce della novella del comma 2 introdotta con il DL 132/2014, sembrerebbe potersene dedurre che l’intero procedimento di esecuzione è “telematico” per il creditore procedente, mentre resterebbe cartaceo quantomeno l’atto di prima costituzione nel fascicolo da parte del debitore (c.d. tesi del rinvio integrale al comma 1).

Sennonché, è stato osservato che nel procedimento di esecuzione non v’è un atto di “costituzione” della parte (in un’unica occasione in ambito normativo si parlava di costituzione del creditore e si tratta del testo abrogato dell’ultimo comma dell’art. 543 c.p.c.). Peraltro, nel procedimento di esecuzione vigono quegli istituti processuali intimamente connessi alla posizione di parte costituita o contumace, tant’è vero che non è prevista una “contumacia” del debitore né il processo si interrompe per morte della parte.   Sotto altro profilo, pare francamente singolare, soprattutto a far data da 31.3.2015, allorquando per il creditore l’intero processo esecutivo si articola in depositi telematici, a far data già dal momento della iscrizione a ruolo, e che resterebbe quale sola appendice cartacea (peraltro ingiustificata anche sotto l’aspetto squisitamente tecnico) della costituzione del convenuto.

Da quanto precede, la tesi più accreditata ed allo stato condivisibile parrebbe essere quella che prescrive che anche il deposito del primo atto di costituzione (improrpiamente detta) del convenuto, ai fini della fase sommaria dell’opposizione, debba avvenire telematicamente.

Dell’utilizzo dello schema più appropriato abbiamo parlato in quest’articolo dello scorso 14 Aprile 2015.