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Anzitutto, un grazie particolare  alla speciale competenza informatica (oltre che giuridica) dell’Avv. Claudio De Stasio che ha messo e mette a disposizione di tutti i Colleghi, gratuitamente, numerose applicazioni sul proprio sito apps.dirittopratico.it, utili a velocizzare a semplificare talune complesse operazioni che l’Avvocato è tenuto a compiere nell’ambito del processo civile telematico.

Tra queste, segnalo la novità assoluta della web-app (alla cui realizzazione ho avuto l’onore di partecipare) finalizzata alla ricerca degli “elementi attivi” nei documenti pdf che l’Avvocato abbia preparato ai fini dei depositi telematici.

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L’applicazione consente di analizzare un gruppo di files (ad esempio una memoria con i suoi allegati) verificando l’eventuale presenza di elementi attivi vietati e la validità dei collegamenti ipertestuali.

Il modo più semplice per utilizzare l’applicazione è trascinare su questa finestra gli atti e i documenti (PDF e non) già predisposti per essere inseriti nella busta telematica con la quale dovrà eseguirsi il deposito. I PDF saranno analizzati alla ricerca di contenuti attivi vietati (la cui presenza sarà segnalata con un punto esclamativo rosso) e di collegamenti ipertestuali che potrebbero essere ritenuti “non validi”. I collegamenti ipertestuali infatti, pur non costituendo “elementi attivi”, vengono segnalati al magistrato mediante un “avviso non bloccante” allorquando gli stessi non puntino correttamente a documenti allegati oppure rimandino a siti o risorse esterne. L’applicazione esamina i collegamenti evidenziandoli come segue:

  • in rosso i collegamenti con percorso assoluto (non validi in quanto “non funzionanti”)
  • in marrone i collegamenti a siti esterni (sconsigliati)
  • in arancio gli indirizzi di posta elettronica (sconsigliati)
  • in blu i collegamenti agli allegati “verificati” (files degli allegati passati all’applicazione)
  • in grigio i collegamenti agli allegati “non verificati” (i files degli allegati non sono stati passati all’applicazione)

Essa analizza soltanto i PDF ma tiene conto dei files in qualunque altro formato ai fini della verifica dei collegamenti ipertestuali. Non trasferisce alcun dato sul server, l’analisi viene eseguita interamente in locale, per cui non v’è alcun problema per la privacy.

N.B.: L’applicazione ha solo finalità di studio e non garantisce l’affidabilità dei risultati. Abbiamo riscontrato che in alcuni casi, nei documenti informatici relativi ai provvedimenti dei Giudici estratti (in copia) dai fascicoli informatici prima del 30.3.2015, viene segnalato un falso positivo, ovvero l’esistenza di “elementi attivi”: tale falso positivo dipende, molto probabilmente, da refusi nell’estrazione delle copie informatiche. Ove sia necessario depositare, come allegato, uno di tali documenti, se ne raccomanda, ove possibile, una nuova estrazione dal Polisweb.

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