D:  Buongiorno avv. Arcella, mi scuso in anticipo se l’argomento è stato già trattato.
Ho inviato un ricorso per ingiunzione.
Come “allegati semplici” ho depositato una comunicazione in pdf nativo firmata digitalmente spedita tramite PEC, con relative ric. di accett. e consegna in formato eml.
Ho ricevuto le 4 pec di esito positivo dei controlli.
Nella sezione copie informatiche del PDA la comunicazione riporta, oltre all’icona collocata in alto a sinistra attestante l’apposizione della firma digitale, anche la “coccardina” laterale sempre riferita alla mia firma. Tale coccardina era assente nell’originale informatico.
Nella colonna duplicati informatici invece il file non contiene tale coccardina.
Io ho firmato solo l’atto principale, il file “dati atto”, la procura e la nota di iscriz.
E’ normale?

R:  E’ noto che, con le nuove funzionalità introdotte a far data dal 30/3/2015,  è possibile estrarre dai registri informatici non più soltanto le copie (per tali intendendosi quelle ex art. 6 dpcm 13.11.2014), ma anche i “duplicati” informatici (art. 5 dpcm cit. ) degli atti e dei provvedimenti ivi depositati. Ed è altrettanto noto che i “duplicati” sono documenti informatici che presentano la stessa sequenza di bit rispetto agli originali, vale a dire dei documenti informatici identici ai rispettivi originali e non distinguibili dagli stessi.

Fatta questa premessa, si faccia una constatazione: quando ciascuno di noi firma digitalmente un documento informatico, su questo non compare la “coccardina”  che invece è presente sulle copie estratte dai fascicoli informatici di pst.giustizia.it: è possibile aggiungere un segno grafico, un logo o altro con la propria firma, ma solo se si opti per il formato PAdES (quello che lascia immutata l’estensione pdf e non aggiunge il suffisso p7m): ma  questa è tutt’altra cosa.

Da tale constatazione è facile trarre una conseguenza: se un documento da noi firmato digitalmente non presenta, nel suo originale, alcuna “coccardina”, è evidente che questa non potrà esserci nel “duplicato” di quel documento informatico che, per definizione, deve essere identico all’originale.

Quando invece si estrae una “copia”, il sistema informatico del Min. Giustizia manipola il documento: se lo stesso è incapsulato nella firma p7m, lo priva di quest’ultima ed aggiunge la coccarda sul margine destro; se lo stesso è firmato come PAdES, aggiunge semplicemente la coccarda, ma stavolta senza rimuovere la firma, di tal che, alla verifica della copia firmata PAdES – come accade per i provvedimenti dei Giudici – risulterà che “almeno una delle firme non è valida” il che è conseguenza dell’avvenuta manipolazione, come detto, di quel documento ai fini dell’aggiunta della coccarda:

firma invalida

In conclusione, quando si scarica un duplicato, non ci si deve attendere alcuna coccardina. La presenza di quest’ultima indica che si è invece in presenza di una copia. Nel tuo caso, quindi, è tutto normale.

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