D: Devo iscrivere a ruolo  presso il Tribunale di Napoli Nord il Reclamo al Collegio ex art. 669-terdecies avverso l’ordinanza ex art. 624 c.p.c. emessa dal G.E. nell’ambito del giudizio di opposizione alla esecuzione da me promosso.
Devo considerare l’atto in questione endoprocessuale e procedere al relativo deposito telematico o  considerare il Reclamo un atto nuovo? Faccio presente che il procedimento acquisirà un nuovo numero di R.G..

R: Il deposito del reclamo al collegio ex art. 669 terdecies cpc è probabilmente l’atto che allo stato implica i maggiori rischi per l’Avvocato.

Partiamo dal presupposto che il Tribunale di Napoli Nord non ha ricevuto alcun decreto ex art. 35 DM 44/2011, per cui:

a) se il reclamo si dovesse considerare come “atto introduttivo”, andrebbe depositato cartaceamente;

b) se il reclamo dovesse considerarsi come atto di una parte già precedentemente costituita, andrebbe obbligatoriamente depositato in forma telematica.

Le difficoltà interpretative sono tutte riassumibili in un contrasto giurisprudenziale  nel quale paradigmatiche sono le posizioni del Tribunale di Torino e quella del Tribunale di Asti: secondo il primo, la cui ordinanza del 6.3.2015 abbiamo pubblicato qui, il reclamo è atto “endoprocessuale” (e quindi va obbligatoriamente depositato telematicamente); il Tribunale astigiano  dà invece un’interpretazione esattamente opposta: tieni presente che quando tale ultima ordinanza parla di possibile “scelta” tra il deposito telematico e quello cartaceo, lo fa perché il Tribunale di Asti ha ricevuto il decreto ex art. 35 per gli introduttivi e per questi ultimi, quindi, il deposito telematico è possibile.

Nel Tuo caso, però, trattandosi di opposizione all’esecuzione, avuto riguardo al fatto che il procedimento d’esecuzione è tendenzialmente telematico ab origine  (ex art. 18 DL 132/2014), si potrebbe ritenere che anche le opposizioni (e quindi i reclami) seguano tale regola.

Rispondendo ai Tuoi quesiti “minori” , aggiungo che lo schema ministeriale (che trovi anche in SLpct), il reclamo viene considerato come “endoprocessuale”, tant’è che viene richiesto di indicare obbligatoriamente il numero di R.G. del provvedimento reclamato e l’indicazione delle parti (“modifica anagrafica”) non è obbligatoria: esattamente, quindi, come per una qualsiasi memoria o comparsa in corso di causa (NB sono dovuti il contributo unificato e la marca).

Il “comportamento” del sistema successivo al deposito è però diverso: l’atto viene infatti accettato dalla Cancelleria del Giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, ma l’effetto è quello di generare l’apertura di un nuovo fascicolo informatico.  Nel fascicolo originario troverai infatti un evento “gg/mm/aa  Iscritto procedimento di RECLAMO AL COLLEGIO n. xxxxx/aaaa” e ad esso associato il reclamo depositato; troverai poi generato, a parte, il fascicolo del reclamo, ma “vuoto”, nel senso che i Giudici del reclamo  preleveranno i documenti informatici (reclamo ed allegati) dal fascicolo informatico a quo.

Tutto ciò vale per i reclami cautelari in generale, ma non esattamente negli stessi termini per quelli relativi a provvedimenti emessi in procedimenti iscritti al SIECIC. In questi ultimi, infatti, non é possibile effettuare alcun deposito endoprocessuale del reclamo nel fascicolo di esecuzione dacché i sistemi SIECIC e SICID (nel quale ultimo vengono gestiti i reclami, che hanno natura contenziosa) non comunicano tra loro.

Ne consegue che  nel caso delle ordinanza reclamabili emesse nel corso dei procedimenti esecutivi il reclamo va iscritto come “introduttivo” direttamente nel SICID, avendo cura di non indicare gli estremi del fascicolo di esecuzione nel dati atto, pena la generazione di un errore di incompatibilità dell’atto col registro.