D: Salve, vi propongo un caso di una notifica via pec di un atto di opposizione a d.i. inoltratami da un collega, il quale presenta l’estensione “doc.p7m” ossia di un file doc (es. word) che non è stato convertito in pdf, e quindi modificabile al quale è stata apposta la firma digitale.. Cosa accade in questo caso? L’atto è valido ed esistente? A mio avviso non si garantisce l’immodificabilità del file,essendo “doc”, e quindi non idoneo a perfezionare la notifica. Grazie della vs collaborazione.

R:  Il formato MsWord “.doc” non è utilizzabile per le notifiche ai sensi dell’art. 3 bis L. 53/94: è quanto prescrive, in punto di specifiche tecniche, l’art. 19 bis del Provvedimento DGSIA del 16/4/2014, secondo cui il formato è necessariamente pdf (testuale nel caso di originale telematico redatto dal difensore notificante, immagine negli altri casi):

1. Qualora l’atto da notificarsi sia un documento originale informatico, esso deve essere in formato PDF e ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è ammessa la scansione di immagini. Il documento informatico così ottenuto è allegato al messaggio di posta elettronica certificata.

2. Nei casi diversi dal comma 1, i documenti informatici o copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici, allegati al messaggio di posta elettronica certificata, sono privi di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili, e sono consentiti in formato PDF“.

Solo per inciso, il fatto che il documento firmato sia scritto il word  non significa che sia “modificabile”. Certamente potrai aprire il documento con Word o LibreOffice, ma in tal caso si perderà la firma digitale e la relativa verifica segnalerà la manomissione: la caratteristica di qualunque documento informatico sottoscritto digitalmente è infatti la sua immodificabilità, ma nel senso appena chiarito.

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