CSPT

Avv. Roberto Arcella

Foro di Napoli  – Centro Studi Processo Telematico

Cliccare qui per scaricare la versione in pdf

Argomento Norma tecnica PCT(DM 44/2011 + Specifiche tecniche ex art. 34 dm 44/2011: Provv. 16.4.2014) Norma tecnica DPCM 13.11.2014 CONSEGUENZE
1.       Documento informatico immodificabile ( nel pct riguarda gli atti del processo) Art. 11 DM 44/2011 (L’atto del processo in forma di documento informatico e’ privo di elementi attivi ed e’ redatto nei formati previsti dalle specifiche tecniche di cui all’articolo 34; le informazioni strutturate sono in formato XML, secondo le specifiche tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 34, pubblicate sul portale dei servizi telematici.) ed art. 12 Provv. (L’atto del processo in forma di documento informatico, da depositare telematicamente all’ufficio giudiziario, rispetta i seguenti requisiti: a) è in formato PDF; b) è privo di elementi attivi; c) è ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è pertanto ammessa la scansione di immagini; d) è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata esterna secondo la struttura riportata ai commi seguenti; e) è corredato da un file in formato XML, che contiene le informazioni strutturate nonché tutte le informazioni della nota di iscrizione a ruolo, e che rispetta gli XSD riportati nell’Allegato 5; esso è denominato DatiAtto.xml ed è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata) L’art. 3 dpmc prevede modalità di creazione del documento informatico ulteriori rispetto a quelle ex art. 11 DM 44/2011; quanto all’immodificabilità, prevede che essa possa essere garantita, inter alia, dalla sottoscrizione digitale del documento. Al comma 9 prescrive però che “Al documento informatico immodificabile vengono associati i metadati che sono stati generati durante la sua formazione”: i “metadati minimi” di cui all’allegato 5 non solo non sono previsti dalle norme e specifiche tecniche del PCT, ma appaiono anche non direttamente riferibili allo stesso (si pensi a “nome”, “cognome” e “codice fiscale destinatario”). Le regole tecniche sul processo telematico derogano, in quanto speciali, alla disciplina dell’art. 3 dpcm 13.11.2014
2.       Copie digitali autentiche di documenti analogici in relazione alle notificazioni in proprio dell’avvocato (art. 3 bis L. 53/1994) L’art. 3 bis comma 2 L. 53/94 e l’art. 18 DM 44/11 prescrivono che l’attestazione di conformità DEBBA essere contenuta in un documento informatico separato (la relata di notifica). Tale documento é inscindibilmente uniti con il documento oggetto dell’attestazione per mezzo della busta della posta certificata mediante la quale avviene la trasmissione ai fini della notifica. L’art. 4 del DPCM 13/11/14  prevede varie modalità di attestazione di conformità. Prevede che essa POSSA essere contenuta in un documento informatico separato è che in tal caso, se la particolarità della fattispecie lo richiede, l’attestazione PUÓ contenere l’impronta del file ed un riferimento temporale. La funzione dell’impronta del file indicata nell’attestazione é quella di creare un collegamento univoco ed inscindibile tra l’attestazione stessa ed il documento attestato conforme. Considerata la modalità vincolata dell’attestazione di conformità ex art. 3 bis comma 2 L. 53/94 ed il fatto che la relata(a sua volta contenente l’attestazione stessa) deve necessariamente essere contenuta nella stessa busta informatica della notifica p.e.c., appare superflua l’indicazione dell’impronta del file.Il riferimento temporale è invece surrogato dalla data ed ora della trasmissione della p.e.c. di notifica.

Ne consegue che impronta e riferimento temporale non sono necessari (anche in riferimento alla facoltatività prevista dall’ultimo comma dell’art. 4 dpcm 13/11/14)

3.       Copie digitali autentiche di documenti digitali in relazione alle notificazioni in proprio dell’avvocato o in caso di deposito telematico (art. 16 bis, comma 9 bis, DL 179/2012 introdotto dall’art. 52 DL 90/2014) Per l’art. 16bis, comma 9 bis DL 179/2012, “Le copie informatiche, anche per immagine, di atti processuali di parte e degli ausiliari del giudice nonché dei provvedimenti di quest’ultimo, presenti nei fascicoli informatici dei procedimenti indicati nel presente articolo, equivalgono all’originale anche se prive della fi rma digitale del cancelliere. Il difensore, il consulente tecnico, il professionista delegato, il curatore ed il commissario giudiziale possono estrarre con modalità telematiche duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti di cui al periodo precedente ed attestare la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico. Le copie analogiche ed informatiche, anche per immagine, estratte dal fascicolo informatico e munite dell’attestazione di conformità a norma del presente comma, equivalgono all’originale Il D.M. 44/2011 non prevede alcuna norma tecnica ad hoc Deve necessariamente applicarsi l’art. 6 dpcm 13/11/2014.L’attestazione di conformità potrà dunque alternativamente farsi:a)       Mediante scrittura, con idonei strumenti software  (MS Word 2013, Acrobat) del documento digitalizzato della formula di attestazione sul documento, che va poi sottoscritto digitalmente (ai fini dell’attestazione);

b)       Aggiungendo al documento digitalizzato (pdf) una ulteriore pagina contenente l’attestazione di conformità da unire in un unico file con appositi strumenti informatici (PDF Split and Merge)

c)       Su documento separato. In tal caso, ai sensi del comma 3 dell’art. 4, l’attestazione può contenere (“laddove richiesta dalla natura dell’attività”) l’impronta del file da attestare conforme ed un riferimento temporale.  L’uso ripetuto del verbo “potere” e l’esigenza di tali elementi solo se lo richiede “la natura dell’attività” implicano la non necessita’ dell’uso dell’impronta e del riferimento temporale,  avuto riguardo al fatto che il legame tra attestazione ed atto attestato, nelle notificazioni ex art. 3 bis L. 53/1994,  è garantita dall’invio dei due documenti informatici nella stessa busta di notifica p.e.c. (o in quella di deposito “atto.enc”)  con ricevuta di avvenuta consegna completa (il che garantisce anche l’immodificabilità dei contenuti ex art. 3, comma 4, lett. c) dpcm 13.11.2014)

4.       Copie digitali autentiche di documenti analogici in relazione all’art. 18 DL 132/2014 L’art. 18 DL 132/2014 ha modificato l’ art. 518 c.p.c. (prescrivendo, tra l’altro, che il creditore debba depositare all’atto dell’iscrizione a ruolo del pignoramento mobiliare, le copie conformi del processo verbale di pignoramento, del titolo esecutivo e del precetto); l’art. 543 c.p.c. (prescrivendo, analogamente, il deposito a cura del procedente, di copia conforme dell’atto di citazione, del titolo esecutivo e del precetto) e l’art. 557 c.p.c. (imponendo al creditore il deposito delle copie conformi del titolo esecutivo, del precetto, dell’atto di pignoramento e della nota di trascrizione).In tutti e tre i casi, dal 31/3/2015 si tratterà (salvo eccezioni) di depositare copie digitali di atti originariamente analogici. Il D.M. 44/2011 non prevede alcuna norma tecnica ad hoc Deve necessariamente applicarsi l’art. 4 dpcm 13/11/2014.L’attestazione di conformità potrà dunque alternativamente farsi:1.       Mediante scrittura, con idonei strumenti software  (MS Word 2013, Acrobat) del documento digitalizzato della formula di attestazione sul documento, che va poi sottoscritto digitalmente (ai fini dell’attestazione);

2.       Aggiungendo al documento digitalizzato (pdf) una ulteriore pagina contenente l’attestazione di conformità da unire in un unico file con appositi strumenti informatici (PDF Split and Merge)

3.       Su documento separato. In tal caso, ai sensi del comma 3 dell’art. 4, l’attestazione può contenere (“laddove richiesta dalla natura dell’attività”) l’impronta del file da attestare conforme ed un riferimento temporale.  L’uso ripetuto del verbo “potere” e l’esigenza di tali elementi solo se lo richiede “la natura dell’attività” implicano la non necessita’ dell’uso dell’impronta e del riferimento temporale,  avuto riguardo al fatto che il legame tra attestazione ed atto attestato è garantita dall’invio dei due documenti informatici nella stessa busta informatica di deposito “atto.enc” (il che garantisce anche l’immodificabilità dei contenuti ex art. 3, comma 4, lett. c) dpcm 13.11.2014)

5.       Duplicati informatici oggetto di notificazione o di deposito telematico I duplicati sono documenti identici agli originali informatici e dagli stessi non distinguibili.L’identità dei documenti è accertabile mediante il confronto delle impronte dei documenti informatici, calcolabili secondo diversi algoritmi (MD5, SHA1, SHA256 etc). Il D.M. 44/2011 non prevede alcuna norma tecnica ad hoc.L’art. 16+ bis, comma 9 bis D.L. 179/2012 contiene tuttavia una definizione di “duplicati”, analoga alla regola tecnica ex dpcm 13.11.2014: “Il duplicato informatico di un documento informatico deve essere prodotto mediante processi e strumenti che assicurino che il documento informatico ottenuto sullo stesso sistema di  memorizzazione o su un sistema diverso contenga la stessa sequenza di bit del documento informatico di origine Si applica la regola tecnica ex art. 5 dpcm 13/11/2014: “Il duplicato informatico di  un  documento  informatico  di  cui all’art. 23-bis, comma 1, del Codice e’ prodotto mediante processi  e strumenti che assicurino che il documento informatico ottenuto  sullo stesso sistema di memorizzazione, o su un sistema  diverso,  contenga la stessa sequenza di bit del documento informatico di origine
Annunci