D: ho notificato un ricorso per decreto ingiuntivo originariamente cartaceo in propio a mezzo pec (prima avevo tentato la notifica cartacea sia mezzo ufficiale giudiziario sia in proprio a mezzo racc. a.r. ). Il Giudice, all’esito dell’opposizione, ha concesso la provvisoria esecutività. Ora dovrei farvi apporre la formula esecutiva.
Visto che la formula esecutiva viene apposta solo sul cartaceo e visto che la notifica a mezzo pec è quella andata a buon fine. Immagino di dover stampare  il tutto, collazionare, attestare e portarlo in cancelleria per la spedizione con formula esecutiva insieme alla copia cartacea dell’ordinanza che concede la provvisoria esecutività. Della copia di detta ordinanza è sufficiente esibire una copia informe o devo attestarne la conformità?  Questo però riguarda solo uno dei due opponenti. Nei confronti dell’altro opponente, una persona fisica, la notifica “classica” era andata a buon fine (all’epoca avevo richiesto più copie autentiche per la notifica visto che le persona fisica era casualmente emigrata in Svizzera).  Quindi, per questo altro soggetto dovrei portare l’originale cartaceo con le cartoline, in uno all’ordinanza (per la quale valgono le domande di cui ante) e ottenere l’apposizione di un’altra formula?  Grato in anticipo per la risposta e complimenti ancora per l’attività che svolgete.

R: Rispondo prima al punto del quesito non controverso: non è indispensabile portare la copia dell’ordinanza che concede la provvisoria esecutorietà, perché la stessa deve risultare al SICID, acquisita sia nel fascicolo telematico dell’opposizione che in quello del monitorio: è prudente portarsi dietro la relativa stampa per agevolare la Cancelleria nel relativo reperimento, semmai vi fossero difficoltà.

Per il resto, la logica (ed un’interpretazione del caso alla luce delle norme del c.p.c.,con particolare riferimento all’art. 654 c.p.c.  a lume del quale, nell’ipotesi di decreto dichiarato esecutivo, ai fini dell’esecuzione non occorre una nuova notificazione del decreto esecutivo, ma è sufficiente che nel precetto sia fatta menzione del provvedimento che ha disposto l’esecutorietà e dell’apposizione della formula esecutiva) vorrebbero che la formula esecutiva venisse apposta in calce alla copia notificata del d.i.

Nel Tuo caso, però, hai due “originali” ai fini delle notificazioni: quello cartaceo e quello informatico: dovresti quindi procedere a collazionare un unico atto composto dalla copia autentica del d.i. rilasciata dalla cancelleria munita in calce della relata di notifica al primo debitore, cui dovresti aggiungere una copia stampata ex art. 9, comma 1 bis L. 53/94 (con tanto di asseverazione di conformità) dell’atto notificato ai sensi dell’art. 3 bis L. 53/94, che fungerà da relata di notifica al secondo destinatario. In calce a tale documento, la Cancelleria dovrebbe apporre quindi il “comandiamo”.

Segnalo, peraltro, che la circolare DAG 28/10/2014 smbra affermare che, anche in tale ipotesi, dovresti richiedere copia del d.i. con la formula in via ordinaria al Cancelliere e tenere le copie notificate del d.i. ai soli fini di documentare l’avvenuta notifica agli effetti dell’art. 654 c.p.c.. Tale circolare ha infatti stabilito: “Si sono registrate, presso diversi Uffici Giudiziari, le richieste, rivolte dai difensori alle Cancellerie, di apposizione della formula esecutiva (c.d. Comandiamo) su copie cartacee di provvedimenti giurisdizionali tratti dal fascicolo informatico, autenticate dal difensore avvalendosi della facoltà attribuitagli dall’art. 16- bis, comma 9-bis, d.l. n.179/2012, introdotto dall’art. 52 d.l. n. 90 n.2014, come convertito in legge. Ci si chiede, quindi, se la Cancelleria debba proseguire ad osservare le consuete modalità di rilascio di copia esecutiva, provvedendo essa stessa, su richiesta di parte, all’estrazione della copia stessa, alla sua certificazione di conformità all’originale con contestuale spedizione in forma esecutiva, o, se, piuttosto sia possibile, per il difensore, provvedere in autonomia all’estrazione di copia ed alla sua autenticazione, rivolgendosi alla Cancelleria solo per l’apposizione della formula esecutiva, con conseguente esonero dal versamento di qualsiasi diritto. Questa Direzione Generale ritiene che tale ultima modalità operativa debba essere esclusa, alla luce di quanto disposto dall’art. 153 disp. Att. C.p.c. – norma che non è stata interessata da alcuna recente modifica – che mantiene in capo alla cancelliere l’attività di rilascio della copia in forma esecutiva ex art. 475 c.p.c. ale interpretazione ha trovato conforto nel parere dell’Ufficio Legislativo, che, con nota prot. 8921 del 15.10.2014 ha chiarito che “ le attività di spedizione e di rilascio della copia esecutiva sono proprie del cancelliere, che deve individuare la parte a favore della quale rilascia la copia ”. A tale interpretazione vorranno attenersi gli Uffici di cancelleria, astenendosi dall’apporre la formula esecutiva su copie di provvedimenti giudiziari autenticate ai sensi dell’art. 16-bis comma 9-bis d.l. n.179/2012, ed attenendosi, invece, alla nota procedura disciplinata dal codice di procedura civile. Ne consegue che, per il rilascio della copia, in forma esecutiva, di un provvedimento, devono essere percepiti i diritti percepiti di cui all’art. 268 D.P.R. n.115/2002.

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