D: 1) Nel caso di decreto ingiuntivo richiesto dal fallimento di una società devo indicare come parte la società oppure persona giuridica oppure non specificato?
2) nel caso di iscrizione a ruolo di un decreto ingiuntivo richiedente più invii per superamento dei 30 MB, nell’invio successivo è necessario allegare nuovamente l’atto principale o è sufficiente inserire solo gli allegati mancanti nel primo invio?
3) nell’oggetto della PEC la dicitura “DEPOSITO” (creata in automatico da SLpct) va ulteriormente specificata (es. citazione, DI, ricorso, memoria, etc.)?
Grazie per l’attenzione e saluti

R:  1) Non è prevista dalle specifiche tecniche un’apposita voce per l’indicazione del fallimento come “natura giuridica”: ciò dipende evidentemente dal fatto che il fallito/la fallita può essere tanto una persona fisica, che una società di persone che di capitali. Questa scelta appare anche logica sotto il profilo della disambiguazione dei dati ai fini della corretta gestione, perché l’identificazione della parte avviene pur sempre attraverso il codice fiscale del soggetto, ancorché dichiarato fallito.

Nella compilazione della busta, quindi, indicherai la natura giuridica del soggetto sottoposto a procedura fallimentare.

2) Per le buste che superino i 30 Mb e per le quali occorre quindi procedere al deposito di busta integrativa, c’è uno specifico chiarimento contenuto nella Circ. DGSIA del 27/6/2014, recepito nell’art. 14 del Protocollo PCT Napoli, piuttosto esplicativo e suscettibile di applicazione generalizzata.

3) Tutto ciò che viene scritto dopo la parola DEPOSITO seguita da uno spazio viene ignorata dal sistema informatico ministeriale e serve solo all’Avvocato per avere un riferimento al deposito effettuato ai fini della ricerca dei relativi messaggi pec.

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