D: Devo costituirmi (Tribunale di Napoli) nella fase di merito di un giudizio possessorio. La fase interdittale si è svolta e conclusa antecedentemente al 30.06.2014 e l’avversa istanza di fissazione del c.d.  ‘merito possessorio’ è stata ritualmente depositata nel mese di settembre del 2014. Ciò posto, la costituzione è da effettuarsi con modalità cartacee o telematiche ? Faccio notare che non mi risulta alcun decreto autorizzativo per il Tribunale di Napoli a riceversi con modalità telematiche atti di parte a carattere introduttivo e che la comparsa di costituzione è a tutti gli effetti uno di questi; faccio d’altro canto notare che la giurisprudenza costante della Suprema Corte definisce il ‘merito possessorio’ una semplice prosecuzione della fase sommaria e che – così ragionando – si dovrebbe ritenere la comparsa di costituzione un atto tipicamente endoprocessuale (con la conseguente univoca adozione della modalità telematica).

R:  Dinanzi ai Tribunali (come accade per quello di Napoli) per i quali non è stato emesso alcun decreto ex art. 35 DM 44/2011 per i c.d. “introduttivi” vale ovviamente la regola del primo comma ex art. 16 bis DL 179/2012: può depositare telematicamente la parte “già precedentemente costituita“. Il “discrimen” per la scelta della forma di costituzione (telematica o cartacea) risiede allora nella verifica se il procedimento nel quale ci si va a costituire è “nuovo” rispetto a quello precedente o ne è mera continuazione.

Con la riforma del 2005, il procedimento possessorio è strutturato in prima fase necessaria con carattere sommario ed una seconda fase, solo eventuale, che si svolge con le forme del rito ordinario.  Nell’articolo 703, al secondo comma, si legge che  “il giudice provvede ai sensi degli articoli 669 bis e seguenti in quanto compatibili”; al  terzo comma si prevede che l’ordinanza che accoglie o respinge la domanda è reclamabile ai sensi dell’articolo 669 terdecies ed al quarto comma dell’articolo 703, si prevede una fase ordinaria come meramente eventuale: il Legislatore ha infatti previsto che il giudice, se richiesto da una delle parti nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione del provvedimento che chiude la fase interdittale (ordinanza del giudice monocratico ovvero ordinanza collegiale in sede di reclamo) fissa dinanzi a sé l’udienza per la prosecuzione del giudizio di merito.

Stando quindi alla lettera della norma, il procedimento è mera “prosecuzione” di quello precedente del quale conserva anche il numero di R.G.. La costituzione, a mio modo di vedere, è quindi “telematica”.

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