D: Buonasera, mi succede questo: in una causa civile iniziata a febbraio 2014 in cui rappresento l’attore, si costituisce con comparsa cartacea il convenuto. Concessi i termini 183, provvedo a depositare la mia memoria n. 1) e verifico, sia nel fascicolo cartaceo che in quello telematico, dopo qualche giorno, l’eventuale deposito della memoria n. 1) avversaria, che non c’è.
Nella mia memoria  n. 2) svolgo considerazioni e difese basate sul presupposto del mancato deposito della memoria n. 1 da parte del convenuto. Trovo invece tempestivamente la memoria n. 2 avversaria, depositata per via telematica.
Entrambi depositiamo la memoria n. 3 per via telematica.
Nella terza memoria avversaria scopro così che il convenuto aveva invece depositato telematicamente anche la memoria n. 1!! Dal registro telematico della causa risulta che il deposito è stato inviato il 24/10/2014 ma accettato dalla cancelleria solo il 09/12/2014, ben oltre il termine di scadenza delle memorie n. 2). In altre parole la cancelleria non ha accettato per un mese e mezzo l’atto, anziché entro il giorno successivo al deposito come previsto. Ciò ha compromesso gravemente il diritto di difesa del mio assistito, ma di più ha falsato completamente il processo, posto che, anche ove rimesso in termini, ormai l’avversario ha scoperto tutte le mie difese

R: Il meccanismo di acquisizione degli atti di parte nei registri informatici, semplificando ai minimi termini, prevede che:

– il deposito si consideri effettuato nel momento in cui per il depositante viene generata la seconda ricevuta pec (ricevuta di avvenuta consegna)

– la terza ricevuta (esito dei controlli automatici) attesta che l’atto depositato ha superato i controlli formali-informatici e che l’atto è in attesa di accettazione

– la quarta ricevuta viene generata per il depositante nel momento in cui il Cancelliere, esaminato il registro elettronico dei depositi telematici, compie le verifiche sostanziali sull’atto (quelle tributarie, se del caso, relative al c.u. e quelle sostanziali, nel caso in cui i controlli automatici abbiano generato un errore forzabile) ed acquisisce definitivamente l’atto nel fascicolo digitale.

Solo in quel momento l’atto diventa “visibile” alla controparte.

Nel Tuo caso è evidente il ritardo il cui è incorso il Cancelliere, accettando la prima memoria avversaria ben oltre la scadenza del secondo termine ex art. 183 comma 6 cpc. In simile ipotesi, un’istanza di rimessione in termini è più che indicata, ed il Giudice non avrà difficoltà ad accoglierla avuto riguardo che da “Consolle Magistrato” (diversamente che da pst.giustizia.it) la “data evento” (data in cui risulta generata la RdAC) e la “data di registrazione” (data in cui il Cancelliere accetta il deposito) sono trasparenti.

Annunci