D: L’indicata circolare al punto 17 così recita:

“Rilascio della formula esecutiva su copia estratta dal difensore (Testo aggiunto il 27.10.2014)
Si sono registrate, presso diversi Uffici Giudiziari, le richieste, rivolte dai difensori alle Cancellerie, di apposizione della  formula esecutiva (c.d. Comandiamo) su copie cartacee di provvedimenti giurisdizionali tratti dal fascicolo informatico, autenticate dal difensore avvalendosi della facoltà attribuitagli dall’art. 16-bis, comma 9-bis, d.l. n.179/2012, introdotto dall’art. 52 d.l. n. 90 n.2014, come convertito in legge.
Ci si chiede, quindi, se la Cancelleria debba proseguire ad osservare le consuete modalità di rilascio di copia esecutiva, provvedendo essa stessa, su richiesta di parte, all’estrazione della copia stessa, alla sua certificazione di conformità all’originale con contestuale spedizione in forma esecutiva, o, se, piuttosto sia possibile, per il difensore, provvedere in autonomia all’estrazione di copia ed alla sua autenticazione, rivolgendosi alla Cancelleria solo per l’apposizione della formula esecutiva, con conseguente esonero dal versamento di qualsiasi diritto.
Questa Direzione Generale ritiene che  tale ultima modalità operativa debba essere esclusa, alla luce di quanto disposto dall’art. 153 disp. Att. C.p.c. – norma che non è stata interessata da alcuna recente modifica – che mantiene in capo alla cancelliere l’attività di rilascio  della copia in forma esecutiva ex art. 475 c.p.c.
Tale interpretazione ha trovato conforto nel parere dell’Ufficio Legislativo, che,  con nota prot. 8921  del 15.10.2014  ha chiarito che “ le attività di spedizione e di rilascio della copia esecutiva sono proprie del cancelliere, che deve individuare la parte a favore della quale rilascia la copia ”.
A tale interpretazione vorranno attenersi gli Uffici di cancelleria, astenendosi dall’apporre la formula esecutiva su copie di provvedimenti giudiziari autenticate ai sensi dell’art. 16-bis comma 9-bis d.l. n.179/2012, ed attenendosi, invece, alla nota procedura disciplinata dal codice di procedura civile.
Ne consegue che, per il rilascio della copia, in forma esecutiva, di un provvedimento, devono essere percepiti i diritti percepiti di cui all’art. 268 D.P.R. n.115/2002.”


Dalla lettura della sopra trascritta circolare si deduce che, qualora mi venisse concesso un decreto provvisoriamente esecutivo, è il cancellerie a dover rilasciare la relativa copia attestandone la conformità, ma il dubbio che mi sorge, e che giro a voi, è questo: Se il decreto non è esecutivo, e quindi è notificato mediante asseverazione di conformità da parte dell’avvocato, successivamente, in caso di non opposizione, il cancelliere può apporre la formula esecutiva sull’atto notificato o deve rilasciare nuova copia e su quella apporre la definitiva formula esecutiva?
Grazie.

R: La Circolare è in verità poco chiara al riguardo. Essa sembra infatti escludere il rilascio di qualunque copia esecutiva in “modalità mista” (atto autenticato dall’avvocato ex art. 52 DL 90/14 + apposizione di formula).

L’interpretazione più logica e coerente con le norme del c.p.c. è che la copia esecutiva di un atto “originariamente” esecutivo (d.i. provvisoriamente esecutivo, sentenza etc.), debba essere effettuato mediante “rilascio” dal Cancelliere, in pedissequa osservanza dell’art. 153 disp. att. c.p.c.. Nel caso di decreti ingiuntivi che debbano essere dichiarati esecutivi ex art. 647, 648  e 654 c.p.c., mi pare però più coerente che il Cancelliere apponga la formula in calce all’atto notificato: e se tale atto è stato autenticato ex art. 52 DL 90/2014, si torna al regime “misto” di cui sopra.

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