D: Gentili Colleghi,
volevo sapere se anche il praticante avvocato abilitato possa effettuare le notifiche in proprio a mezzo pec oppure se tale facoltà sia riservata solo agli avvocati, anche dopo la data del 24/05/2013.
Lo chiedo perché ho ricevuto una notifica di un’opposizione al mio indirizzo pec da parte di un avvocato e penso sia contrario al principio di uguaglianza dover essere solo destinatario di una notifica a mezzo pec e non mi sia consentito di potere utilizzare lo stesso mezzo per procedere all’effettuazione di una notifica.

R: La risposta alla prima parte del quesito deve muovere necessariamente dall’esegesi dell’art. 1 L. 53/1994. In essa si dice che  L’avvocato [o il procuratore legale], munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile….. puo’ eseguire la notificazione di atti….”.   Ora,  l’art. 46 D.L. 90/2014  ha inter alia soppresso le parole, contenute nel ricordato comma 1  “ovvero a mezzo di posta elettronica certificata“: il che farebbe effettivamente sorgere il dubbio che il requisito soggettivo (avvocato) non sia richiesto per le notificazioni ex art. 3 bis L. 53/94 ma solo per le altre forme di notificazione in proprio, le quali necessitano anche della previa autorizzazione del Consiglio dell’Ordine ove l’avvocato è iscritto all’albo.    Tra l’altro – ciò che pare aggiungere un ulteriore tassello alla tesi dell’estensibilità al praticante avvocato abilitato della facoltà di notificare via pec  –  lo stesso art. 46 DL 90/2014 ha soppresso anche il requisito di cui alla lettera b) dell’art. 3 bis ed ha aggiunto all’art. 7 (norma che disciplina l’autorizzazione alle notificazioni in proprio rilasciate dai COA) il comma 4 bis, secondo cui “Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle notifiche effettuate a mezzo posta elettronica certificata“.

Sennonché, l’art. 3 bis L. 53/94 ha mantenuto l’espressa previsione del requisito soggettivo (“avvocato”) ai fini dell’eseguibilità di tale forma di notificazione, al comma 2 (“l’avvocato provvede ad estrarre copia informatica…“) ed al comma 5 (“l’avvocato redige la relazione di notificazione“).

In simile quadro normativo, direi che il praticante avvocato, ancorché abilitato, non può eseguire notificazioni via p.e.c. ex art. 3 bis L. 53/94.

Le può tuttavia ricevere, e qui rispondo alla seconda parte del quesito.  Non c’è infatti alcuna violazione del principio di uguaglianza, dacché le ragioni di differenziazione tra la figura dell’avvocato e quella del praticante sono molteplici, e men che meno può ravvisarsi un’esigenza di reciprocità, nel senso che ben può darsi il caso di un soggetto che sia destinatario di una notifica di tal genere (si pensi ad una società o ad altra categoria di professionisti muniti di pec iscritte nei pubblici registri) e che tuttavia non sia legittimato alla relativa esecuzione.

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