D:  Ho richiesto, nel 2013, un decreto ingiuntivo mediante classica iscrizione a ruolo del ricorso. Ora ho necessità di far apporre al decreto la formula esecutiva, ma mi è stato riferito che la richiesta deve essere inoltrata esclusivamente in via telematica. Come posso fare, atteso che unitamente alla richiesta di esecutorietà dovrei inviare copia del decreto ritualmente notificato? Con Slpct posso accedere ad un procedimento iniziato però non in via telematica?
Sperando di essere stato chiaro, vi saluto e ringrazio

R: Com’è noto, la modulazione  dei tempi di entrata in vigore dell’obbligo di deposito telematico introdotta dal DL 90/2014 non ha intaccato il comma 4 dell’art. 16 bis DL 179/2012 (che riguarda il giudizio monitorio): dal 30/6/2014, quindi, qualsiasi atto o provvedimento che riguardi un procedimento per ingiunzione, ancorché instaurato prima del 30/6/2014, deve essere obbligatoriamente inoltrato/depositato in via telematica.

Fatta questa premessa, è evidente che anche l’istanza di esecutorietà riferita ad un d.i. non telematico debba essere inoltrata telematicamente.

Utili indicazioni sul modus operandi per il deposito dell’istanza sono contenute nel Protocollo PCT del Tribunale di Napoli: si tratta di indicazioni che, in realtà, possono valere per qualunque perché la norma protocollare non fa altro ribadire una procedura che è, oserei dire, scontata e rispetto alla quale difficilmente posso immaginare scostamenti.

Trascrivo qui di seguito la norma protocollare:

L’istanza di esecutorietà del decreto ingiuntivo dovrà essere proposta in modalità telematica, rientrando tra gli atti ricompresi nel Libro IV, Titolo I, Capo I, come richiamato dall’art. 16 bis comma IV del DL 179/2012, utilizzando la  forma della “istanza generica” ed  il sottotipo “richiesta esecutorietà”. In questa istanza l’Avvocato dichiarerà, sotto la propria responsabilità, che non gli è stato notificato alcun atto di opposizione.
Considerato che il D.L. 90/2014 non ha modificato il comma 4 dell’art. 16 bis DL 179/2012, dal 30/6/2014, le istanze di esecutorietà andranno depositate telematicamente anche per i fascicoli monitori iscritti prima di tale data.
All’istanza di cui al comma 1 va allegato:
a)      l’atto notificato (comprensivo della relata di notifica), scansionato in formato pdf immagine, se la notifica è stata eseguita a mezzo UNEP o a mezzo raccomandata ex L. 53/94,
ovvero,
b)      se la notifica è stata eseguita via PEC ex L. 53/94, le ricevute di avvenuta consegna e quella di accettazione.
Al momento, poiché le specifiche DGSIA non sono state ancora del tutto implementate dalle software house, è possibile allegare tali documenti come “allegati semplici”.
Successivamente a ciò, il Giudice valuterà se richiedere all’Avvocato (mediante un provvedimento di “sospensione” della concessione dell’esecutorietà) la visione dell’originale della notifica (se cartacea).
Concesso il provvedimento, l’Avvocato depositerà in Cancelleria la stampa (estratta da pst.giustizia.it) del provvedimento di concessione dell’esecutorietà ed il proprio decreto ingiuntivo notificato. In caso di notifica via pec, dovrà provvedere alla stampa del ricorso per ingiunzione, del decreto, della relata e dei messaggi di invio, accettazione e RAC e  munirli di attestazione ex art. 9, comma 1 bis  L. 53/94.
Infine, il Cancelliere, cui spetta la spedizione in forma esecutiva del provvedimento, munirà l’atto della formula, restituendolo all’Avvocato.