D: Vorrei notificare via pec un DI telematico e, allo scopo, ho già scaricato dal PST tre file ivi presenti: il mio ricorso, la procura allegata e il DI emesso.
Devo unire i tre file o lasciarli separati?
Inoltre, debbo firmarli tutti digitalmente, pure se si trovano disponibili nel fascicolo telematico? (Resta fermo che devo firmare la relata con la dichiarazione di conformità).
Vi segnalo inoltre una questione specifica, connessa a quanto sopra scritto.
Ho letto i vari post relativi alla notifica via pec e, in particolare, quello datato 18 luglio scorso in cui si suggeriva in via prudeziale di sottoscrivere anche i provvedimenti del magistrato.
Alla luce della L. 114/14 e della nuova formulazione del DL 90/14 inerente l’ipotetico “duplicato informatico” con identità nella sequenza di bit (al riguardo ho letto le precisazioni del VS. post del 30 settembre u.s.), ritenete ancora che un decreto ingiuntivo estratto dal fascicolo telematico POSSA essere firmato dall’avvocato? Ciò infatti ne altererebbe inevitabilmente l’estensione (almeno per chi usa il CADES).
Ringrazio per il servizio che avete messo a disposizione di tutti e Vi saluto cordialmente

R:  I tre files vanno mantenuti separati, così come li hai scaricati.

La disputa sulla necessità/opportunità di firmare i documenti digitali oggetto della notificazione nasce non dal DL 90/14  né dalla legge di conversione, quanto piuttosto dalla novella dell’art. 18 DM 44/2011 introdotta con il DM 48/2013. Il tenore letterale di tale norma, soprattutto se confrontato con il vecchio art. 18, farebbe propendere per l’insussistenza dell’obbligo di firmare gli allegati alla notifica via p.e.c..  Questa è una delle tesi ed è quella che riscuote maggiori crediti tra i miei Colleghi esperti di PCT.

L’altra tesi (che continuo a sostenere) è che gli allegati vadano sottoscritti in quanto la sottoscrizione stessa è parte del procedimento di attestazione di conformità, per quanto l’attestazione sia contenuta nella relata di notifica che va a sua volta sottoscritta.

Il punto è che le regole tecniche ex art. 71 Dlt 82/2005 sui documenti informatici non sono state ancora approvate e giacciono ancora in bozza in attesa di regole che parrebbero in corso di formazione in sede comunitaria. Se leggi l’art. 6 di tale bozza noterai che esso avrebbe fatto maggiore chiarezza (si fa per dire) al riguardo, ma tant’è.

Conclusivamente, io suggerisco ancora di sottoscrivere gli allegati, se non altro per ragioni prudenziali.

Quanto al discorso sui  “duplicati”, quello che scarichi da pst non costituisce “duplicato” in senso stretto.

Se per tale si intende un documento digitale caratterizzato dalla stessa sequenza di bit rispetto all’originale, basta considerare che il documento che la norma considera “equivalente” all’originale, memorizzato sui sistemi informatici del Min. Giustizia è firmato digitalmente (dal Cancelliere, dal Magistrato o dall’Avvocato), mentre quello che scarichi da pst è quantomeno privato della firma.  Quindi non si parla in tali casi di duplicati ed il problema della firma in fase di notifica continua a porsi.