Da questo link è possibile scaricare l’ Ordinanza Trib. Napoli, sez. feriale,  depositata il  17.09.14, una delle prime pronunce che affrontano il tema delle notificazioni a mezzo p.e.c. dell’Avvocato ai sensi dell’art. 3 bis L. 53/1994 di atti e provvedimenti estratti telematicamente dai registri informatici degli Uffici Giudiziari attraverso il Portale dei Servizi Telematici.

Trattasi di un reclamo avverso un provvedimento cautelare  pronunciato in udienza e nella contumacia del resistente – reclamante, cui il ricorso è stato notificato a mezzo pec adoperando i files digitali del ricorso e del decreto di fissazione d’udienza estratti dal “Polisweb” ma con l’attestazione di conformità ex art. 16 bis, comma 9 bis DL 179/12 (introdotto dall’art. 52 DL 90/2014) contenuta in un documento digitale separato sia dalla relata di notifica che dagli atti “autenticati”.

Il Tribunale ha ritenuto che l’art. 3 bis lett. g) non sia applicabile al caso di notifica di atti e provvedimenti ex art. 52 DL 90/14, dacché la lettera “g” dell’art. 3 bis va letta in correlazione col secondo comma dell’art. 3 bis medesimo, il quale contempla il caso di “atto da notificare (che) non consiste in un documento informatico“. Nel caso dell’art. 52 DL 90/14, invece, il Tribunale qualifica gli atti estratti dai registri informatici del Tribunale, fatti oggetto di notificazione via pec, come “duplicati informatici degli atti presenti nel fascicolo informatico e rileva pure che gli stessi sono stati “accompagnati” dalla prescritta certificazione di conformità prevista dal comma 9 bis ricordato, ancorché in un file separato.

Pur pregevole nella distinzione contenuta nel comma 2 dell’art. 3 bis L. 53/94 (atto da notificare che non consiste in un documento informatico) rispetto alla previsione di cui all’art. 52 DL 90/14 –  che parla di “duplicati, copie analogiche o informatiche degli atti e dei provvedimenti”  dei quali i Difensori e gli Ausiliari del Giudice possono  attestare “la conformità delle copie estratte ai corrispondenti atti contenuti nel fascicolo informatico” –   a mio avviso il Tribunale incorre in una imprecisione, laddove considera quei documenti come “duplicati informatici”.

Va infatti considerato che con l’espressione “duplicato” si intende un documento informatico ottenuto mediante la memorizzazione, sullo stesso dispositivo o su dispositivi diversi, della medesima sequenza di valori binari del documento originario: un duplicato, se conforme alle regole tecniche, ha il medesimo valore giuridico del  documento informatico da cui sia tratto (si immagini una copia di un file che, una volta estratta, non è più distinguibile dal suo “originale”).

In realtà, nel caso di atti e provvedimenti estratti dal “Polisweb” non può parlarsi di “duplicato” per la semplice ragione che quegli atti e quei provvedimenti sono per definizione sottoscritti digitalmente, mentre le procedure di download degli stessi dai sistemi informatici avvengono (almeno “allo stato dell’arte” del Processo Telematico) privati della sottoscrizione digitale.

Al contrario, per la c.d. “copia informatica” di documento informatico (definita come “come il documento informatico avente contenuto identico a quello del documento da cui è tratto su supporto informatico con  diversa sequenza di valori binari), invece, pur se restano invariati i fatti giuridicamente rilevanti rappresentati  nel documento, varia il formato del file (nel nostro caso privato degli attributi di firma).
Per essi – e qui sta la ratio dell’art. 52 DL 90/14 – è necessaria quindi l’attestazione di conformità, il cui potere è riconosciuto dalla norma in capo all’Avvocato ed agli Ausiliari del Giudice. Se si trattasse di duplicati, non occorrerebbe alcuna attestazione di conformità!

Alla luce di tali considerazioni – e dell’esigenza di garantire per le notificazioni in proprio a mezzo p.e.c. forme procedimentali sostanzialmente unitarie, sia che si tratti di notificare documenti originariamente “analogici” che “copie” di documenti già informatici – che l’attestazione di conformità ex art. 16 bis, comma 9 bis, DL  179/2012 (introdotto dall’art. 52 DL 90/14) sostituisca nel caso ivi previsto l’attestazione di conformità ex art. 3 bis comma 2 L 53/94 all’interno stesso della relata di notifica.

Sta di fatto che il Tribunale ha opinato diversamente. Stando a tale pronuncia, quindi, l’attestazione di conformità può essere contenuta sia nella relata di notifica sia in un documento separato.

Purché ci sia.

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