D: La dichiarazione di quantità ex art. 547 c.p.c. e’ stata comunicata a mezzo pec. Il terzo ha firmato digitalmente la propria dichiarazione. All udienza il debitore ha contestato la veridicità della dichiarazione assumendo altresì che la stessa non era firmata. Il Giudice ha rilevato che pur potendo dimostrare con al stampa cartacea esibita la ” sicura provenienza” della dichiarazione da quell indirizzo pec ( appartenente al terzo) non è possibile dimostrare che il file allegato ( contenente la dichiarazione) provenga dal legale rappresentate della società terzo pignorato. Ha quindi invitato il terzo a rendere nuovamente la dichiarazione …….Se il terzo (giustamente a mio avviso) mi rinvia la medesima dichiarazione sempre firmata digitalmente, che cosa posso fare ?

R: devi semplicemente depositare telematicamente il messaggio pec pervenutoti dal terzo,  in formato msg oppure eml,  formando una nota di deposito come atto principale.  In tal modo, il Giudice verificherà agevolmente l’autenticità della firma digitale della pec e,  quindi,  l’autenticità della dichiarazione.

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