Riportiamo qui in allegato l’interessante contenuto di un’ordinanza del Tribunale di Modena che ha ritenuto compatibile con il giudizio di convalida la notifica in proprio dell’Avvocato a mezzo posta certificata, la quale va tuttavia sempre integrata con l’avviso raccomandato ai sensi dell’art. 660 c.p.c..  

Si afferma in ordinanza, richiamando note pronunce della S.C, che “in tema di intimazione di licenza o sfratto l’adempimento previsto nell’ultimo comma dell’art. 660 cod. proc. civ., secondo il quale,  se l’intimazione non è stata notificata a mani proprie l’ufficiale giudiziario deve spedire avviso all’intimato della effettuata notificazione a mezzo di lettera raccomandata ed allegare all’originale dell’atto la ricevuta di spedizione, mira ad assicurare, nella maggiore misura possibile, che il conduttore abbia effettiva conoscenza dell’intimazione rivoltagli, in considerazione degli effetti che nel procedimento per convalida derivano dalla mancata comparizione dell’intimato. Tale adempimento, essendo escluso nel solo caso di notifica a mani proprie dell’intimato, va compiuto pertanto in ogni altra ipotesi” e, quindi, anche nell’ipotesi di notifica a mezzo p.e.c..

Ciò avendo ritenuto che  “la notificazione con modalità telematica presso l’indirizzo elettronico della società intimata risultante da pubblici elenchi non sia sussumibile nella nozione di notifica a mani”