D: Commissione Tributaria, la notifica del ricorso può essere effettuata a mezzo pec?

R:  Aggiornamento dell’aggiornamento: la risposta è “probabilmente no”. 

In prima battuta, a tale quesito abbiamo dato in realtà risposta negativa, sulla base del dato testuale dell’art. 1 della L. 53/94  recita:

“L’avvocato o il procuratore legale… puo’ eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale…”.

Avevamo quindi evidenziato che la materia tributaria non appariva inclusa nel novero degli ambiti di applicabilità della normativa sulle notifiche in proprio.  Abbiamo anche segnalato che la giurisprudenza di merito tributaria si è già espressa in tal senso, dichiarando inammissibile il ricorso tributario introdotto con notifica del difensore a mezzo posta certificata (CTR Benevento, sentenza 395/13: «nel processo tributario sono previste attualmente solo le notifiche di atti di cancelleria per via Pec mentre non stato posto in essere nessun decreto ministeriale attuativo che prevede la notifica anche del ricorso introduttivo tramite posta certificata, nonostante che il decreto della direzione dipartimento Finanze del ministero dell’Economia n. 7425 del 26/04/2012 prevedesse l’introduzione nell’anno 2013: anche la maggior parte degli studiosi ed esperti in materia, in assenza di una pronuncia di organi giurisdizionali, concorda nel ritenere ancora non operante nello specifico la notificazione per il tramite della Pec in attesa di un necessario decreto attuativo del Ministero»). In questo filone, si annovera anche sent. 54/10/2010 della CTR  di Roma dell’11/2/2010, depositata il 02/03/2010.

Sennonché, grazie alla segnalazione del Collega Emanuele Pinto, avevamo avuto modo di apprendere che Cass. 6811/2011 (ord.) si era pronunciata nel senso dell’ammissibilità delle notificazioni in proprio dell’avvocato (anche se facendo riferimento all’utilizzo della raccomandata a.r. ed alle formalità ex L. 53/94 e non anche ovviamente alla p.e.c., essendo tale forma di notifica nel concreto utilizzabile solo dal maggio 2013).   Sottolineavamo anche un dettaglio di non poco momento, vale a dire che tale pronuncia equiparava la notificazione ex L. 53/94 a quella dell’Ufficiale Giudiziario quanto  alla non necessità del deposito della copia dell’appello presso la segreteria del Giudice a quo (art. 53, comma 2 seconda parte dlt 546/1992), prescritto invece per le altre forme di notificazione previste dal dlt 546/92.  Avevamo reperito, ancora,   Cass 31/7/13 n. 18385 espressasi in senso conforme ed avevamo concluso nel senso della giuridica possibilità delle notifiche via p.e.c. anche per i ricorsi tributari (nel medesimo senso anche Cass. 1089/2013).

Or dunque, melius re perpensa, alla luce dell’art. 46, comma 2,  del D.L. 90/2014, riteniamo prudentemente di dover escludere l’ammissibilità delle notificazioni a  mezzo posta certificata nel processo tributario. Per la ricordata norma, infatti,

“All’articolo 16-quater del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla llalegge 17 dicembre 2012, n. 221, dopo il comma 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente:    « 3-bis. Le disposizioni dei commi 2 e 3 non si applicano alla giustizia amministrativa.».

Qui si annida ora il forte dubbio sulla fattibilità delle notifiche ex art. 3 bis L. 53/94 in ambito tributario: ricordiamo infatti che l’art. 16 quater D.L. 179/2012 ha introdotto proprio l’art. 3 bis nella L. 53/94; il comma 2 dell’art. 16 quater, in particolare, prevedeva la necessità che le norme tecniche ex DM 44/2011 fossero aggiornate in relazione al novello art. 3 bis L. 53/94: aggiornamento che, ricordiamo, intervenne col DM 48/2013.

L’art. 46 DL 90/2014, con l’arzigogolata sua formulazione, dispone in definitiva che le norme tecniche previste per il processo civile non possono applicarsi al processo amministrativo.

Ora, se il caposaldo normativo da cui muoveva la tesi  favorevole all’ammissibilità risiedeva nella  estensione del novero delle cause “amministrative” contemplate dall’art. 1 L. 53/94 a quelle “tributarie”, alla luce del citato art. 46 comma 2 DL 90/14 dobbiamo invece concludere che tale equiparazione non vale per le notifiche via p.e.c.: ciò a maggior ragione se si considera che quanto al processo tributario “telematico” sono previste regole tecniche “ad hoc” in applicazione dell’art. 39, comma 8, d.l. n. 98/2011, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 111/2011: “con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sono stabilite le regole tecniche per consentire l’utilizzo delle tecnologie deDecreto Ministero Economia e finanze 23.12.2013 n° 163 , G.U. 14.02.2014ll’informazione e della comunicazione nel rispetto dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni“. Regole che, dopo il Decreto Ministero Economia e finanze 23.12.2013 n° 163 , G.U. 14.02.2014, attendono ancora, per la concreta attuazione,  l’emanazione dei prescritti decreti ministeriali contenenti le regole tecnico operative.

Com’è stato infatti già sottolineato dalla Dott.ssa Ines Simona Pisano, Consigliere TAR Lazio, Responsabile Vicario Servizio Centrale Informatica e Tecnologie Consiglio di Stato e TT.AA.RR.  (fonte FIIF),

Malgrado la formulazione dell’art. 3 bis della citata norma, come introdotto dall’art. 16 quater del decreto legge n. 179 del 2012, avevo già evidenziato – specie al fine di prevenire possibili eccezioni di controparte – notevoli perplessità circa l’ammissibilità delle notifiche a mezzo PEC nel processo amministrativo, nelle more dell’emanazione delle Regole Tecniche del processo amministrativo di cui all’art.13 dell’ All.2 al c.p.a. (malgrado le comprensibili sollecitazioni degli avvocati “telematici” in svariate sedi giudiziarie). Benchè, infatti, la formulazione della norma fosse già piuttosto dettagliata, la sua entrata in vigore era stata espressamente agganciata, dall’art. 16 quater del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, alla pubblicazione in G.U. del Decreto del Ministro della Giustizia di modificazione delle Regole tecniche del processo civile telematico di cui al DM n. 44 del 21.2.2011, che ne avrebbe specificato le modalità di attuazione (ad esempio, con riferimento alle modalità di allegazione della procura “telematica” o con riguardo alla tipologia di ricevuta idonea a fornire piena prova in giudizio della avvenuta notificazione telematica etc.), ovvero al DM n. 48/13. Senza entrare nel dettaglio, e pur non ignorando il c.d. “rinvio esterno” alla disciplina  speciale in materia di notificazioni di cui all’art.39, comma 2, c.p.a, indubbi profili problematici sono costituiti, oltre che da una serie di ragioni di carattere normativo e processuale (si pensi alla problematicità, nel processo amministrativo, delle procure telematiche nei ricorsi collettivi: è davvero necessario allegare le procure già al momento della notifica, con riferimento a ricorsi che potrebbero non essere mai depositati?) dalle specificità legate alle diverse caratteristiche dei Sistemi informativi rispettivamente adottati dal Ministero della Giustizia e dalla Giustizia Amministrativa. Senza contare che la formulazione letterale dell’art. 3 bis della legge n. 53 del 1994, analogamente a quella dell’art. 18 del D.M. 48/13, contempla esclusivamente le notificazioni eseguite dal difensore, non lasciando spazio alcuno alle notifiche, pur contemplate nel processo amministrativo, effettuate in proprio dalle parti  autorizzate a stare in giudizio personalmente (ad esempio, in materia di acceso agli atti) o quelle effettuate direttamente dal ricorrente, nell’ambito dei ricorsi elettorali. Tale interpretazione, a mio avviso, è confermata dal recente intervento operato con  l’art. 46 del D.L. 90/14, che espressamente stabilisce, con il nuovo art. 3 bis dell’art. 16 quater del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni,  dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, che « Le disposizioni dei commi 2 e 3 non si applicano alla giustizia amministrativa.».

Eliminando ogni riferimento alle Regole Tecniche del processo civile e alle loro modificazioni, è evidente che il D.L. 90/14 ha voluto demandare alle specifiche Regole Tecniche del processo amministrativo – la cui emanazione è espressamente prevista dall’art. 38 del D.L. 90 entro la fine del prossimo mese di ottobre – il compito di attuare la previsione normativa generale prevista nell’art. 3 bis e, quindi, di decretare -finalmente- l’ammissibilità delle notifiche a mezzo PEC anche nel processo amministrativo.

Non resta quindi che attendere l’annunciata, imminente emanazione delle Regole tecniche”.

Conclusivamente:

Cass. 6811/2011 e Cass 31/7/13 n. 18385 si sono espresse nel senso dell’ammissibilità delle notifiche dell’avvocato (a mezzo raccomandata a.r.) ex L. 53/94, equiparandole a quelle dell’Ufficiale Giudiziario.  Se alla luce di tali pronunce, sino al 25/6/2014, poteva quindi propendersi per l’applicazione al processo tributario delle notificazioni ex art. 3 bis L. 53/94, a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 46 comma 2 DL 90/2014, le notifiche ex art. 3 bis L. 53/94 parrebbero escluse dal rito tributario come conseguenza dell’esclusione delle medesime da quello amministrativo.

 



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