D: Mi domandavo se, stante la ratio dell’obbligo gravante su professionisti ed imprese di dotarsi di un indirizzo P.E.C., sia ipotizzabile anche un obbligo di corretta manutenzione dello stesso; di talché, in casi come quello di cui sopra – e sempre che l’indirizzo non (più) esistente risulti (ancora) da un pubblico elenco – la notifica non possa considerarsi comunque perfezionata, come se si verificasse una sorta di compiuta giacenza.
In altre parole, sto ipotizzando che, in caso di colpevole o doloso difetto di manutenzione, la ricevuta di mancata consegna produca gli stessi effetti della ricevuta di consegna.

Del resto, un siffatto obbligo manutentivo è già previsto per i soggetti abilitati esterni al PCT dall’art. 16, comma 4 del D.M. 2011, n. 44: “Fermo quanto previsto dall’articolo 20, comma 6, e salvo il caso fortuito o la forza maggiore, negli uffici giudiziari individuati con il decreto di cui all’articolo 51, comma 3 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel caso in cui viene generato un avviso di mancata consegna previsto dalle regole tecniche della posta elettronica certificata, si procede ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 51” (ovvero le notifiche verranno eseguite presso la Cancelleria del Tribunale).

Mi rendo perfettamente conto dell’estrema difficoltà di ipotizzare un’interpretazione estensiva dei citati artt. 16, comma 4 e 20, comma 6; tuttavia, a prescindere da ogni considerazione de iure condendo, diversamente opinando ne rimarrebbe frustrata la ratio della notifica a mezzo P.E.C. diretta a soggetto (il cui indirizzo risulti da pubblici elenchi) il quale, negligentemente o volontariamente, si metta in condizione di non ricevere comunicazioni ad effetto legale nella propria casella P.E.C.

R: La Tua osservazione è acuta ed è più che condivisibile (la compiuta giacenza, non mi convince, però).  La pubblichiamo senza risposta, perché un’attenta risposta la fornisci già, sperando che qualcuno “in alto” la legga e, magari, de iure condendo….  Grazie del Tuo intervento.

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