D:  Nell’oggetto della PEC va indicata la dizione: “notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994”. E’ possibile inserire di seguito anche altre indicazioni? Per esempio il nome delle parti, il tipo di atto, il numero della pratica….

R:  La norma prevede esclusivamente l’indicazione “Notificazione di atto giudiziario ai sensi della L. 53 del 1994″: il che, ragionevolmente, condurrebbe a non escludere la possibilità di aggiungere indicazioni ulteriori, magari allo scopo di rendere più agevolmente reperibili i messaggi nel futuro. 

Almeno tre considerazioni che mi fanno propendere per la soluzione negativa, vale a dire che è preferibile non aggiungere nulla né alterare l’oggetto del messaggio:

1) La norma, nella sua interpretazione letterale, fa propendere in tal senso (“Il messaggio deve indicare nell’oggetto la dizione: «notificazione ai sensi della legge n. 53 del 1994»”): se il Legislatore avesse voluto consentire l’aggiunta di indicazioni ulteriori, avrebbe probabilmente adoperato il verbo “contenere” e non “indicare”;

2) Per l’art. 11 L. 53/94: ” Le notificazioni di cui alla presente legge sono nulle e la nullità è rilevabile d’ufficio, se mancano i requisiti soggettivi ed oggettivi ivi previsti, se non sono osservate le disposizioni di cui agli articoli precedenti e, comunque, se vi è incertezza sulla persona cui è stata consegnata la copia dell’atto o sulla data della notifica“: di fronte alla rilevabilità d’ufficio, sarei prudente;

3) Le notificazioni effettuate ai sensi dell’art. 3 bis L. 53/94 sono, per loro stessa natura, destinate ad un utilizzo telematico: di tal che non mi sentirei di escludere (è una mera ipotesi che tuttavia non va scartata) che quella dizione sia stata pensata ai fini della corretta indicizzazione dei messaggi ai fini del relativo deposito.

Ergo: prudenza. Non aggiungere altro all’oggetto. Se hai bisogno di fare ordine con la posta, fallo in fase di salvataggio dei singoli messaggi, attribuendo loro un nome evocativo della pratica cui si riferiscono.

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