D: Dopo aver provveduto a diffidare e mettere in mora il debitore tramite Pec, (quest’ultima regolarmente giunta a destinazione), ho chiesto ed ottenuto un decreto ingiuntivo telematico.

A questo punto avrei voluto notificargli tramite pec, il ricorso per ingiunzione di pagamento, il decreto ingiuntivo concesso dal tribunale di napoli, la relata di notifica e l’attestazione di conformità del decreto ingiuntivo. Il tutto ovviamente firmato digitalmente.
Purtroppo, dopo averglieli inoltrati alla stessa Pec alla quale gli avevo indirizzato i miei precedenti solleciti, sono giunto alla amara constatazione che il debitore se l’è cancellata.
In sostanza non mi è giunta la ricevuta di consegna, o meglio, mi è arrivato un avviso del server in cui mi avvertiva che “l’utente non esiste”.

Il quesito è: adesso che dovrò provvedere ad effettuare la notifica tramite racc.ta a/r, avvalendomi dell’autorizzazione del consiglio dell’ordine, dovrò prima chiedere le copie del decreto ingiuntivo all’ufficio copie, oppure potrò attestare lo stesso la conformità del decreto ingiuntivo?
In sostanza possiamo attestare la conformità del decreto ingiuntivo telematico a prescindere da come esso verrà notificato (a questo punto a mezzo ufficiale giudiziario)?

R: Le copie ottenute ex art. 16 bis, comma 9 bis, DL 179/2012 (introdotto dall’art. 52 DL 90/2014) sono utilizzabili dall’Avvocato alla stregua delle copie rilasciate dal Cancelliere. Quindi, puoi tranquillamente utilizzarle non solo per la notifica via p.e.c. o per quella in proprio con raccomandata a.r. ex L. 53/94, ma anche, per esempio, per le notifiche UNEP o come copie “uso impugnazione”.

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