D: Dopo aver notificato atto di appello a mezzo p.e.c. al procuratore di controparte, qualora ritenuto applicabile analogicamente l’art. 9 L. 53/1994 ancorché non sia intervenuta autorizzazione alla notifica in proprio, posso procedere alla comunicazione al cancelliere dell’avventura impugnazione sempre telematicamente, allegando l’atto con la R.A. e la R.A.C. ? E, in particolare, avendo già notificato il gravame poiché in scadenza termini, posso effettuare successivamente (non contestualmente) la prescritta comunicazione?

R: La domanda è, a dire il vero, formulata in termini assai confusi. Facciamo un minimo d’ordine:

– per le notifiche in proprio a mezzo pec, dal 25/6/14, ex DL 90/2014 non è più necessaria alcuna autorizzazione del C.O.A. di appartenenza;

– per le notifiche delle impugnazioni, l’art. 9 L. 53/1994 si applica senza bisogno di ricorrere all’analogia legis: la norma prevede infatti espressamente che la comunicazione ex art. 123 delle disposizioni per l’attuazione del c.p.c. debba essere fatta dall’Avvocato notificante;

– l’allegazione della ricevute di accettazione e della R.A.C. costituiscono il metodo più ortodosso per procedere alla comunicazione anzidetta: la norma prevede infatti che l’Avvocato debba “depositare copia dell’atto notificato presso il cancelliere del giudice che ha pronunciato il provvedimento“.

– per tale comunicazione non è previsto termine né decadenza alcuna: è prudente (nell’interesse del Tuo assistito al fine di evitare l’emissione di un eventuale attestazione di passaggio in giudicato della sentenza o, nel caso del d.i., di un decreto di esecutorietà maldestramente richiesto dal Tuo avversario) che Tu l’esegua quanto prima.

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