D: Il Comune di S***** F***** mi dice che i file firmati digitalmente sonno illegibili e alla email di risposta mi manda a riprova di ciò una pagina di carateri ASCI. Quid Juris se notifico inviando i pdf sia in chiaro che criptati con firma digitale? Per completezza vi incollo la risposta del Comune  :
<<I file allegati non riescono ad aprire. Si prega di reinviarli>>

R: Se hai apposto correttamente la firma ai files trasmessi via p.e.c. in formato CAdES (estensione p7m), e se gli stessi risultano leggibili attraverso DIke, FirmaCerta etc., la Tua notifica è assolutamente valida.   

La risposta data dal Comune destinatario è priva di senso e denota semplicemente impreparazione tecnica e giuridica ed il testo incomprensibile che Ti ha restituito è frutto dell’apertura di quei file con un software non adatto (es notepad).

Pur tuttavia, come abbiamo già segnalato a pag. 21 del Vademecum, avuto riguardo al carattere relativamente nuovo delle notifiche via p.e.c. (sono valide dal 28/5/2013 e, quindi, da oltre un anno), è opportuno includere nel corpo della pec di invio della notifica un avvertimento di questo tipo, che Ti mette al riparo da messaggi come quello da Te ricevuti:

“ATTENZIONE TRATTASI DI NOTIFICAZIONE ESEGUITA AI SENSI DELL’ART. 3
BIS L. 53/1994. SI INVITA IL DESTINATARIO A PRENDERE VISIONE DEGLI ALLEGATI CHE
COSTITUISCONO GLI ATTI NOTIFICATI. 

SI AVVERTE CHE LA LETTURA DEGLI ALLEGATI RICHIEDE L’INSTALLAZIONE DI  UN SOFTWARE SPECIFICO SUL COMPUTER DEL DESTINATARIO (ES. DIKE,  ARUBASIGN) E CHE TALI SOFTWARE SONO REPERIBILI GRATUITAMENTE SUI  SITI DI INFOCERT E ARUBA. IL MITTENTE DELLA PRESENTE NOTIFICAZIONE DECLINA OGNI  RESPONSABILITA’ IN RELAZIONE ALLE OPERAZIONI DI SCARICAMENTO,  INSTALLAZIONE O DISINSTALLAZIONE DI TALI APPLICATIVI”.

In alternativa, ricordiamo che dal 15/5/2014 è ammessa anche la firma in formato PAdES, che rende i files leggibili con i software già normalmente installati sui PC (Adobe Reader).