D: Ho notificato un atto di citazione a mezzo pec, ma nella procura in calce, redatta su foglio separato, ho omesso l’autentica a penna della sottoscrizione del cliente, limitandomi a firmare digitalmente la detta procura.

R: Si tratta di un caso che, a mio modo di vedere, non sarà raro nella pratica, così come nel processo “analogico” si era verificato quello della procura (a margine o in calce) che parimenti non recava la certificazione d’autografia dell’Avvocato. Sul punto, com’è noto, intervennero le Sezioni Unite n. 25032/2005  statuendo che “L’articolo 83, comma 3, del C.p.c., che richiede, per la procura speciale alla lite conferita in calce o a margine di determinati atti, la certificazione da parte del difensore dell’autografia della sottoscrizione del conferente, è osservato sia quando la firma del difensore si trovi subito dopo detta sottoscrizione, con o senza apposite diciture, sia quando tale firma del difensore sia apposta in chiusura del testo del documento nel quale il mandato si inserisce”.

Alla luce di tale principio, del fatto che hai comunque firmato digitalmente il documento e che, in ultima analisi, la procura inerisce ad un atto notificato cui è “legata” attraverso lo strumento informatico della p.e.c.,  mi pare che sia sostenibile la tesi della piena validità dell’atto.

La rinnovazione della notifica può essere comunque un rimedio di estrema prudenza.