D: per eseguire una notifica via PEC di un atto di precetto è possibile farsi rilasciare la procura a margine dello stesso?

R:  Si e no. Chiariamo: l’art. 19 bis del provvedimento del 16/4/2014, pubblicato in G.U. il 30/4/2014 (in vigore da oggi) prevede che  ” (comma 1) Qualora l’atto da notificarsi sia un documento originale informatico, esso deve essere in formato PDF e ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è ammessa la scansione di immagini. Il documento informatico così ottenuto è allegato al messaggio di posta elettronica certificata. (comma 2) Nei casi diversi dal comma 1, i documenti informatici o copie informatiche, anche per immagine, di documenti analogici, allegati al messaggio di posta elettronica certificata, sono privi di elementi attivi, tra cui macro e campi variabili, e sono consentiti in formato PDF. (comma 3) Nei casi in cui l’atto da notificarsi sia l’atto del processo da trasmettere te-lematicamente all’ufficio giudiziario (esempio: atto di citazione), si procede ai sensi del precedente comma 1″.

Questo significa che, teoricamente, è possibile notificare un precetto notificato con procura  a margine (il che significa  che hai estratto copia digitale di un documento analogico, i.e.: cartaceo). In tal caso avrai seguito la modalità di cui al secondo comma della norma; la notifica è valida ma non consente poi, ove dovesse essere necessario, il successivo deposito telematico dell’atto.

Affinché una notifica eseguita via PEC ai sensi della L. 53/94, art., 3 bis, sia utilizzabile nel “processo civile telematico” è quindi indispensabile che l’atto principale (precetto) sia in pdf nativo e che la procura sia rilasciata in calce su foglio separato, ex art. 83 c.p.c.