Quesiti e risposte: come depositare una comparsa di costituzione di difensore in sostituzione del precedente nel SIECIC

D: Devo depositare una comparsa di costituzione in un procedimento esecutivo mobiliare onde sostituirmi al precedente difensore del creditore. Se nella maschera n. 4 di SLPCT (Atto Costituzione Avvocato – Deposito) seleziono “sostituzione difensore” compare un campo (direi facoltativo) che richiede l’inserimento di un codice fiscale. Devo flaggare “riferimento” ed indicare il codice fiscale? A chi si riferisce quest’ultimo, a me, al cliente o al difensore sostituito?

R: Dal tenore della domanda evinco che lo schema atto prescelto (AttoCostituzioneAvvocato) è quello giusto.  Il campo e la maschera cui si fa riferimento nel quesito è il seguente:

2017-09-21_154038.jpg

Per com’è strutturato lo schema dell’xml, il campo richiede l’inserimento del “soggetto sostituito”, vale a dire dell’avvocato rinunciante al mandato o revocato:

2017-09-20_160824.jpg

Inserisci una didascalia

A conferma di ciò, abbiamo eseguito un test, che ha dimostrato:

a) che se il campo “codice fiscale” non viene valorizzato, è richiesto in fase di accettazione del deposito da parte del Cancelliere un intervento manuale di ricerca dell’avvocato da sostituire, pur venendo proposto l’evento concreto di “sostituzione avvocato”;

b) Se il campo “codice fiscale” viene valorizzato, al Cancelliere verrà proposto sia l’evento “sostituzione avvocato” sia l’avvocato da sostituire e, una volta accettato il deposito, viene generato in automatico l’evento, come da figura che segue:2017-09-21_153830.jpg

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L’ACQUISIZIONE DEL FASCICOLO D’UFFICIO DI ALTRA FASE O GRADO NEL PCT

Tra gli argomenti che formano oggetto di quesiti sempre più frequenti v’è quello che attiene alle modalità di “acquisizione” dei fascicoli informatici relativi ai procedimenti cautelari in quelli dei reclami, ai fascicoli monitori nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo e, più in generale, dei fascicoli “principali” nei sub-procedimenti, così come del fascicolo di primo grado nel giudizio d’appello.

L’ “acquisizione del fascicolo”, intesa in senso tradizionale come allegazione fisica del fascicolo (d’ufficio o di parte) cartaceo, costituisce infatti uno degli aspetti normativamente disciplinati dal codice di rito che genera maggiori difficoltà di coordinamento con la disciplina del processo civile telematico.

Si veda, ad esempio, per il giudizio d’appello, l’art. 347 c.p.c. , secondo il quale «Il cancelliere … richiede la trasmissione del fascicolo d’ufficio al cancelliere del giudice di primo grado»), oppure si pensi, analogamente, alla norma di cui all’art. 638 c.p.c., relativa ai giudizi monitori, che prevede la facoltà di “ritiro” dei documenti a corredo del ricorso solo una volta maturata la «scadenza del termine stabilito nel decreto d’ingiunzione a norma dell’articolo 641» ovvero una volta intervenuta l’opposizione, onde consentire all’opposto il deposito a corredo della comparsa di risposta [1].

Com’è naturale, le richiamate disposizioni del codice di rito sono state pensate, e successivamente elaborate dalla produzione giurisprudenziale, in un contesto processuale meramente cartaceo. Accade oggi, invece, che i documenti prodotti a corredo di una domanda di ingiunzione, obbligatoriamente telematica ai sensi dell’art. art. 16 bis, comma 4, DL 179/2012: è intuitivo che, una volta depositati, quei documenti non possono essere “ritirati” (ovvero sottratti alla disponibilità del Giudice o di altra parte che acceda al fascicolo), potendo al più essere estratti e quindi nuovamente depositati in altro fascicolo.

Quanto ai fascicoli informatici da trasmettere alla Corte d’Appello ai sensi dell’art. 347 c.p.c., così come ai fascicoli dei procedimenti cautelari che devono essere acquisiti a quelli del merito o in quelli dei reclami, si pone analoga questione, con la evidente differenza che, pur avendo le parti la concreta disponibilità degli atti e dei provvedimenti dei fascicoli medesimi (estraibili da remoto), non può configurarsi a carico delle stesse alcun onere di rideposito.

Tale problematica è avviata verso una ragionevole soluzione attraverso l’acquisizione informatica d’ufficio, che ha formato oggetto di una delle ultime modifiche evolutive del PCT.   Nella circolare M_dg_DOG07.23/05/2017.0012619U è infatti illustrato il meccanismo di visibilità per il magistrato assegnatario del procedimento di alcuni sub procedimenti o di procedimenti relativi ad altre fasi.

Mentre la visibilità del fascicolo di primo grado nel giudizio d’appello aveva già formato oggetto di precedente modifica evolutiva, da maggio 2017 il Magistrato può estrarre in Consolle anche il riferimento tra fascicoli.  E’ precisato che, ad esempio, un magistrato assegnatario di un’opposizione a decreto ingiuntivo ha la possibilità di estrarre in Consolle il procedimento di opposizione a lui assegnato e, in visibilità, il procedimento monitorio cui afferisce.

I procedimenti interessati da tale modifica sono:

  • L’opposizione a decreto ingiuntivo
  • La correzione d’errore materiale
  • L’opposizione rito Fornero o accertamenti tecnici preventivi
  • Il merito relativo a procedimento cautelare
  • Cause di merito e sub-procedimenti
  • Eventi esecuzioni.

Non è allo stato chiaro, e ci riserviamo di verificare e di testare anche tale aspetto del problema, se una volta dato in visibilità un fascicolo cautelare al Giudice di primo grado, tale visibilità sia consentita «a catena» anche nel giudizio d’appello.

—————————–

[1]  Si ricorda al riguardo, incidentalmente, la pronuncia della S.C. a sez. un. – 10 luglio 2015, n. 14475, secondo cui « La preclusione alla produzione documentale in appello, ai sensi dell’art. 345, co. III, c.p.c., non è destinata ad operare per i documenti prodotti in “fasi” del processo antecedenti, come accade per i documenti prodotti nell’ambito di un procedimento monitorio. Ed infatti, l’art. 345, co. III, c.p.c. (nel testo risultante dalle modifiche di cui apportate dall’art. 52 della legge n. 353/90, applicato con decorrenza dal 30 aprile 1995), deve essere interpretato nel senso che, i documenti che sono stati allegati al ricorso per decreto ingiuntivo, anche nel caso in cui non siano stati prodotti nella fase di opposizione, non possono essere considerati nuovi alla stregua del disposto della norma in commento e, dunque, nel caso in cui fossero allegati all’atto di appello contro la sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, dovranno essere ritenuti ammissibili»

News: risolta la problematica relativa all’accettazione degli interventi nelle esecuzioni

Si è avuto modo di constatare che, a seguito dell’intervento di manutenzione ed aggiornamento dei sistemi ministeriali del 15-18 settembre 2017, è stata risolta la problematica relativa all’accettazione degli interventi nel sistema SIECIC, descritta in questo articolo del 30 luglio 2017.

Con tale intervento sono stati risolti anche altri bug minori che impedivano la corretta gestione delle accettazioni di alcune istanze specifiche connesse all’atto generico del SIECIC.

Poiché il ricordato intervento di manutenzione ha riguardato i soli distretti pilota di Napoli e Milano, per tutti gli altri distretti la modifica avrà verosimilmente luogo in occasione del prossimo intervento, previsto per il 29/9 – 2/10/2017.

Quesiti e risposte: che cos’è l’allegato “atto veicolato”?

D: Dopo aver installato la nuova versione (1.7) di SLPCT, ho potuto constatare che sono stati aggiunti molti tipi di allegati e tra questi, in particolare, l’ atto veicolato. Vorrei sapere che cos’è e quando va adoperato. Grazie

R: L’ “atto veicolato” è una tipologia di allegato della busta telematica di deposito destinato ad un utilizzo strettamente legato agli sportelli di prossimità. L’istituzione di questi ultimi è finalizzata a consentire ai cittadini  di avere “un unico punto di contatto, un riferimento vicino al luogo in cui vivono e di disporre di un servizio completo di orientamento e di consulenza. Gli sportelli di prossimità sono la risposta del welfare state al cittadino in difficoltà. Tali iniziative, infatti, sono fiorite e operano nell’ambito delle amministrazioni di sostegno, tutele (anche di minori) e curatele, il settore della giurisdizione più prossimo alle esigenze delle persone fragili”. Per maggiori dettagli, si rinvia a questo link. 

Come e perché si utilizzerà nello specifico tale tipo di allegato non è allo stato del tutto chiaro, in considerazione del fatto che la “Delega di funzioni a soggetti terzi” non è ancora attiva.  Avuto tuttavia riguardo al fatto che il tipo-allegato in parola è specificamente destinato agli anzidetti sportelli di prossimità, il relativo utilizzo non è necessario (né opportuno) nell’ambito dei depositi dell’Avvocato.

News: interruzione dei servizi informatici distr. Napoli e Milano dal 15 al 18/9/2017 – Altri distretti: dal 29/ al 2/10/17

Fonte: DGSIA

Si comunica che, al fine di consentire l’installazione di modifiche evolutive sui sistemi del civile, così come anticipato con la news del 31 agosto 2017, si procederà alla interruzione degli stessi con le seguenti modalità temporali:

  • per gli uffici del distretto della Corte d’Appello di Milano e del distretto della Corte d’Appello di Napoli, dalle ore 14:00 del giorno 15 settembre e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno 18 settembre c.a.;
  • per tutti gli altri uffici giudiziari compreso la Corte di Cassazione e i Giudici di Pace e il Portale dei Servizi Telematici dalle ore 14:00 del giorno 29 settembre e sino, presumibilmente, alle ore 08:00 del giorno 2 ottobre c.a.

Si precisa che, durante l’esecuzione delle attività di manutenzione, rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e sarà, quindi, possibile il deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo dei singoli distretti.
Durante le summenzionate interruzioni programmate non sarà pertanto possibile consultare i fascicoli degli uffici dei distretti coinvolti dal fermo dei sistemi.

Si avvisa che, durante il periodo di sospensione dei sistemi, non sono disponibili i registri di cancelleria, procedere alle consultazioni e scaricare i fascicoli da parte di tutti gli utenti interni (magistrati e personale di cancelleria).

Si rammenta che l’attività di manutenzione del Portale dei Servizi Telematici renderà indisponibili tutti i servizi informatici del settore civile ed, in particolare:

  • l’aggiornamento (anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato;
  • Il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati;
  • tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici;
  • tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni;
  • i pagamenti telematici.

Non subiranno interruzioni le funzionalità di deposito telematico degli atti di parte.

Aumentare le dimensioni della finestra di SLpct – Windows 10

SLpct

Già da un po’ di tempo con l’avvento degli schermi con risoluzioni elevate (cosidetti 4K), si è presentato il problema delle dimensioni della schermata di SLpct che risultava a volte minuscola, delle dimensioni di un francobollo per intenderci, rendendone in pratica quasi impossibile l’utilizzo.

Con l’ultimo aggiornamento di Windows 10: 2017-06 Aggiornamento per Windows 10 Version 1703 per sistemi basati su x64 (KB4022405) è ora possibile ridimensionare in maniera molto semplice la schermata di SLpct, vediamo come procedere:

Posizionarsi nella directory di installazione del redattore, quella di default è C:Program Files (x86)Evoluzioni SoftwareSLpct , selezionare l’eseguibile SLpct.exe e col tasto destro del mouse cliccare su proprietà nel menù a tendina

ris03

Selezionare la casella in alto Compatibilità, e da lì mettere la spunta su Esegui l’override del comportamento di ridimensionamento per valori di DPI alti e dal menù a tendina sottostante selezionare Sistema.

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Al termine dell’operazione avviando Slpct la finestra…

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Accedere a pst.giustizia.it con Microsoft Edge per Windows 10? Si può: guida per l’autenticazione con certificati su smart card o chiavetta

Col sistema operativo Windows 10, Microsoft ha introdotto Edge, un nuovo browser internet destinato a soppiantare Ms Internet Explorer (pur tuttavia ancora preinstallato) e ricco di molte nuove funzionalità rispetto al suo predecessore.

Già da subito, però, i primi utilizzatori di Windows 10 hanno riscontrato un limite di Edge rispetto a  Internet Explorer ed a Chrome di Google, dacché col nuovo browser non è possibile (senza gli accorgimenti di cui si dirà nel prosieguo) autenticarsi sui siti dei PdA del processo civile telematico (pst.giustizia.it, accessogiustizia.it, etc), così come a qualsivoglia sito che richiede l’autenticazione con certificati elettronici contenuti i smart card.

Tale limitazione è ancora presente nelle versioni di Windows 10: al problema può tyuttavia ovviarsi in  due modalità alternative: 1) Configurazione di Windows senza necessità di installare software alcuno e 2) Installazione di un software di terze parti.

Modalita’ n. 1: configurazione di Ms Windows 10

Si tratta di impartire a Windows 10 un’istruzione specifica, vale a dire che per determinati siti deve essere autorizzato l’utilizzo del certificato di autenticazione presente sulla smart card (o chiavetta):  va precisato che il certificato di autenticazione deve essere stato già importato nello store di Microsoft come “certificato personale”: e ciò va fatto mediante le note procedure di installazione del software Bit4Id, come descritto qui.

Per poter utilizzare tale certificato con Edge occorre preventivamente agire nella “Gestione Credenziali di Windows” nel Pannello di controllo:

1.jpg

Cliccando sul pulsante Credenziali Windows, nella sezione “Credenziali basate su certificato” comparirà l’indicazione “Nessun certificato”: è qui che bisogna agire.

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Nella riga “indirizzo internet o di rete” occorrerà scrivere pst.giustizia.it e quindi cliccare sul pulsante “seleziona certificato“.

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Il certificato da selezionare è quello il cui nome contiene il Codice Fiscale dell’avvocato. Se compare uno diverso, occorre cliccare sulla scritta in blue “Altre opzioni”.

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e quindi selezionare il certificato corretto, confermando con Ok.

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Al termine, la sezione “Credenziali basate su certificato” sarà popolata come segue:

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Il limite di tale impostazione è che essa deve esser fatta per ogni sito cui si voglia accedere in modalità autenticata. Nel caso, in particolare, del PdA Accessogiustizia.it occorre indicare sia l’indirizzo per  l’autenticazione idp.accessogiustizia.it  che accessogiustizia.it (anche senza www.).

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Al termine di ciò, riavviando Edge ed accedendo ad uno dei siti indicati, si aprirà normalmente la schermata di selezione del certificato di autenticazione e quella successiva per l’inserimento del PIN e tutto funzionerà normalmente.

Modalita’ n. 2: installazione di software di terze parti

La modalità più semplice è quella di installare un software (il middleware universale di Bit4Id, versione 1.4) che contiene alcune librerie che svolgono il compito di cui sopra senza necessità di configurare sito per sito quelli per i quali si autorizza l’utilizzo del certificato di autenticazione.

Tale software  fa parte del pacchetto FirmaCerta, per cui tutti coloro che utilizzano una smart card o un dispositivo di firma rilasciato da Namirial, o che comunque hanno già installato tale software sul proprio pc non dovranno fare nulla, dacché Edge risulterà già configurato.

Il pacchetto di installazione è reperibile sul sito Namirial a questo link (impronta SHA1 del pacchetto: 996CFC40FA999807D87C40BEA3366E539A5C45D5): ove non dovesse essere disponibile o si riscontrassero problemi di download, è possibile scaricarlo anche da qui.  L’impronta SHA1 del pacchetto sarà la stessa anche da questo sito: 996CFC40FA999807D87C40BEA3366E539A5C45D5).

Eseguito il downolad del file, basterà cliccare sulla relativa icona e procedere all’installazione guidata:

al termine della quale sarà richiesto il riavvio del PC.

Fatto questo, sara’ possibile accedere a tutti i siti che richiedono autenticazione con certificati.

NEWS: upgrade sistemi ministeriali PCT nel Distretto di Napoli

É in corso un significativo upgrade dell’application server per gli utenti esterni sui sistemi del Distretto di Napoli. Ieri pomeriggio si sono testati effetti confortanti (accessi e velocità di risposta molto migliorati).

I lavori dovrebbero terminare venerdì 4 Agosto 2017. Speriamo bene

upgrade

Interventi nei procedimenti di esecuzione: la soluzione temporanea del bug di sistema che impedisce l’accettazione da parte del cancelliere

NEWS DI AGGIORNAMENTO: LA PROBLEMATICA DESCRITTA IN QUESTO ARTICOLO E’ STATA RISOLTA CON LA PATCH DEL 15-18/9/2017 PER ORA SUI DISTRETTI DI MILANO E NAPOLI. DAL 2/10/2017 SARA’ RISOLTA SU TUTTI GLI ALTRI DISTRETTI

Nei giorni scorsi è emerso, grazie alla segnalazione di Ernesto Guerriero (Cancelleria Tribunale di Napoli) e di Katia Manfredi (Cancelleria Tribunale di Verbania), un bug dei sistemi informatici di Cancelleria che impedisce la corretta esecuzione delle operazioni di accettazione dei depositi telematici relativi ad interventi nelle esecuzioni.

Descrizione della problematica

Per comprendere il problema, abbiamo eseguito un deposito di test nel quale interviene la società “CREDIT TORE SP” (è stata volutamente omessa la “A” finale nel DatiAtto.xml per distinguere tale inserimento da quello manuale di cui si vedrà nel prosieguo). Di seguito l’immagine dei dati strutturati da cui si evince chiaramente che l’inserimento da parte del depositante riguarda solo i dati del creditore interventore ed il codice fiscale del debitore già parte della procedura.

1

Pervenuto tale deposito senza errori rilevanti, nel momento in cui abbiamo provato ad accettare l’atto si è verificato il problema segnalato:

Eliminato l’evento che non interessava, accettando il deposito sic et simpliciter (come dovrebbe accadere in condizioni normali), l’intervento veniva associato non al soggetto indicato nel DatiAtto.xml ma al creditore principale già censito nel fascicolo.

Nome si vede dall’immagine, non è in questa fase possibile neanche procedere all’aggiunta manuale di altro creditore, apparendo disattivato  il relativo pulsante:

4

Ne sono seguiti pertanto numerosi rifiuti dei depositi, dacché non appariva chiara l’origine del problema né se lo stesso fosse imputabile ad un difetto degli schemi xsd o dei redattori.

Ad uno studio più approfondito, è emerso che il problema NON dipende dai redattori o dagli schemi ma, come anticipato, da un bug di sistema sopravvenuto all’ultimo aggiornamento di metà luglio scorso.

Soluzione temporanea

In attesa della patch ministeriale che risolverà il problema e che sarà rilasciata a breve, gli Avvocati possono tranquillamente procedere al deposito telematico, dacché è il Cancelliere a dover compiere un workaround, descritto  dalle immagini che seguono.

La soluzione è stata testata anche grazie alla collaborazione con Nicola Gargano, col dr. Nicola Armenise (CISIA Bari) e col dr. Paolo Della Costanza.

a) Verificata la presenza di un deposito telematico di un intervento da accettare, il Cancelliere aprirà il DatiAtto.xml (o il ricorso) e, rilevati dallo stesso i dati dell’interventore, procederà con un aggiornamento manuale del fascicolo, inserendo i dati anzidetti:

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7

b) Fatta questa operazione, il Cancelliere tornerà alla funzione di gestione dei depositi:

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c) Quindi accetterà il deposito e, come appare chiaro dall’immagine che segue, l’intervento verrà finalmente associato in maniera corretta al creditore intervenuto,

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che comparirà regolarmente censito nel fascicolo con tutte le informazioni del caso:

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Questa soluzione temporanea evita il verificarsi di nuovi casi di rifiuto dei depositi fino al momento in cui l’attesa patch sistemerà il problema.

SLpct versione 1.7.0

SLpct

– Aggiunto supporto per modifiche schemi xsd di luglio 2017
– La nota di iscrizione a ruolo riporta ora tutte le righe dei dati catastali di un singolo bene immobile
– Nella Volontaria Giurisdizione negli atti introduttivi è stata tolta l’obbligatorietà dell’inserimento del mittente della busta
tra gli avvocati del procedimento.

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Indirizzo(i) PEC di Agenzia delle Entrate Riscossione: nota di aggiornamento all’articolo del 19/7/2017

Si segnala che Agenzia delle Entrate Riscossione è presente, oltre che in Registro PP.AA. con l’indirizzo pct@pec.agenziariscossione.gov.it  anche nel Registro delle Imprese (e conseguentemente nel registro INIPEC) dov’è annotato l’indirizzo indicato nella nota ministeriale del 7/6/2017, ovvero  protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it.

Ciò evidenzia quindi che esistono due diversi indirizzi PEC per lo stesso soggetto giuridico.

Al di là dei dubbi che insorgono in relazione al fatto che un ente pubblico sia iscritto nel registro imprese ed in Inipec, si raccomanda di prestare particolare attenzione nel momento in cui si rediga la relata di notifica e si indichi in essa il pubblico registro da cui è stato tratto l’indirizzo prescelto.

AVVISO IMPORTANTE: ERRATA INDICAZIONE INDIRIZZO PEC PER LE NOTIFICHE AG. ENTRATE RISCOSSIONE NELLA NOTA MIN. GIUSTIZIA

Il 29 giugno scorso, su questo blog è stata data notizia di una nota del Ministero della Giustizia  contenente l’indicazione dell’indirizzo PEC del nuovo Ente succeduto ad Equitalia riscossione “anche ai fini delle comunicazioni/notificazioni di cancelleria e dell’allineamento del Registro PP.AA” (protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it).

Segnaliamo che, difformemente da quanto riportato in tale nota, l’indirizzo PEC che è stato indicato nel Registro PP.AA. utile ai fini delle notificazioni ai sensi dell’art. 3-bis L. 53/1994 è invece pct@pec.agenziariscossione.gov.it. Tale indirizzo dovrà pertanto essere adoperato quale risultante dal “Registro PP.AA.” , richiamato dall’art. 16-ter DL 179/2012 per il rinvio in esso contenuto all’art. 16, comma 12, del medesimo DL:

Si raccomanda, in ogni caso, di controllare le risultanze del Registro PP.AA. prima dell’esecuzione delle notificazioni via pec.

NOTA DI AGGIORNAMENTO DEL 19/7/2017 ORE 16.08

Si segnala che Agenzia delle Entrate Riscossione è presente anche nel Registro delle Imprese (e conseguentemente nel registro INIPEC) dov’è annotato l’indirizzo indicato nella citata nota ministeriale protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it.

Ciò evidenzia quindi che esistono due diversi indirizzi PEC per lo stesso soggetto giuridico: al di là dei dubbi che insorgono in relazione al fatto che un ente pubblico sia iscritto nel registro imprese ed in Inipec, si raccomanda di prestare particolare attenzione nel momento in cui si rediga la relata di notifica e si indichi in essa il pubblico registro da cui è stato tratto l’indirizzo prescelto.

 

 

Interruzione dei servizi informatici del settore civile per l’installazione di modifiche evolutive, migliorative e correttive – Luglio 2017

Fonte: DGSIA 12/07/17

Si comunica che, al fine di consentire l’aggiornamento di talune funzionalità dei sistemi, a partire dalle ore 17.00 del 14 luglio 2017, saranno resi indisponibili tutti i servizi informatici del settore civile ed, in particolare:

  • La consultazione e l’implementazione dei registri di cancelleria;
  • L’aggiornamento (anche da fuori ufficio) della consolle del magistrato;
  • Il deposito telematico di atti e provvedimenti da parte dei magistrati;
  • Tutte le funzionalità del portale dei servizi telematici;
  • Tutte le funzioni di consultazione da parte dei soggetti abilitati esterni;
  • I pagamenti telematici.

Rimarranno attivi i servizi di posta elettronica certificata e sarà, quindi, possibile il deposito telematico da parte degli avvocati, dei professionisti e degli altri soggetti abilitati esterni anche se i messaggi relativi agli esiti dei controlli automatici potrebbero pervenire solo al riavvio definitivo di tutti i sistemi.

Attenzione!!!
Il riavvio dei sistemi è previsto a partire dalle ore 24.00 del 15 luglio 2017 e sino, al massimo, alle ore 8.00 del 17 luglio 2017.

NEWS: DECRETO AUTORIZZATIVO DEPOSITO ATTI CARTACEI “ULTIMO GIORNO” 7/7/2017

A seguito del malfunzionamento dei registri informatici del Tribunale di Napoli, il Presidente dr. Ettore Ferrara ha emesso un decreto autorizzativo al deposito in formato cartaceo  degli atti  processuali civili in scadenza ultimo giorno oggi,  7 Luglio 2017.

Qui il testo del decreto in formato pdf.

Si segnala, comunque, che nelle more della pubblicazione del decreto i sistemi sono già ripartiti.

AVVISO IMPORTANTE RELATIVO AI DEPOSITI TELEMATICI DI RICORSO PER INGIUNZIONE ANTE CAUSAM

Con il recente aggiornamento degli schemi atto xsd si è verificato un inconveniente nella gestione dei depositi lato cancelleria, manifestatosi in maniera evidente nel caso dei ricorsi per ingiunzione di pagamento.

Sono stati registrati infatti molti casi di rifiuto dei depositi, essendo il cancelliere stato tratto in inganno dal fatto che, nella colonna “atto” del SICID è comparsa l’indicazione “atto introduttivo” anziché “procedimento per ingiunzione ante causam“. Le figure di seguito riprodotte chiariscono che cosa vede la cancelleria allorquando il deposito è avvenuto con gli schemi più recenti (quelli contraddistinti come V3)

2017-07-06_163428.jpg

e che cosa vede(va), invece allorché fosse stato usato lo schema precedente (V2):

2017-07-06_163610.jpg

Ora, è capitato che a fronte di tale nuova indicazione, alcune Cancellerie hanno rifiutato i depositi, ed ai Colleghi è pervenuto, dopo una terza PEC di esito dei controlli automatici positiva, un messaggio di rifiuto di questo genere:

Codice esito: -1.
Descrizione esito: —
Altro. Trattasi di ricorso per ingiunzione antecausam inviato erroneamente come atto introduttivo. Atti rifiutati il 06/07/2017.

Poiché lo schema V2, in ogni caso funziona, SLpct ha scelto al momento di fare un “downgrade”  dello schema atto relativo al ricorso per ingiunzione, che difatti viene indicato nell’elenco atti con il suffisso V2:

2017-07-06_165017.jpg

ma presto renderà disponibile sia l’una che l’altra versione degli schemi, salvo passare definitivamente alla nuova versione allorché il disguido sarà stato risolto.

Si segnala, comunque, che la versione V3 del nuovo schema relativo al procedimento per ingiunzione NON crea alcun  problema in fase di accettazione dei depositi, per il che si raccomanda di dare massima diffusione a questo articolo anche tra i Cancellieri.